Milano, 5 mag. (LaPresse/Finanza.com) – Piazza Affari ha chiuso in deciso ribasso in scia ai rinnovati timori sulla Grecia. Secondo gli ultimi rumors, un accordo tra Atene e Bruxelles per l’Eurogruppo di lunedì sarebbe ancora lontano. Il ministro delle Finanze tedesco, Wolfgang Schaeuble, si sarebbe detto “scettico” sulla possibilità di trovare un’intesa entro l’11 maggio, mentre questa mattina il Financial Times ha riportato che la Grecia potrebbe perdere il sostegno del Fmi. Oltre alle vendite sui listini azionari, è proseguito il sell-off sul mercato obbligazionario dell’Eurozona con il rendimento del Bund decennale tornato ai livelli di inizio anno sopra lo 0,5%. Il mercato ha snobbato la revisione al rialzo delle prospettive economiche dell’Eurozona decise dalla Commissione Ue. In questo quadro a Piazza Affari l’indice Ftse Mib ha chiuso con un ribasso del 2,76% a 22.576 punti.
Vendite diffuse sui titoli del comparto bancario: Banco Popolare ha ceduto il 3,29% a 13,79 euro, Popolare di Milano il 3,99% a 0,89 euro, Intesa SanPaolo il 3,21% a 2,952 euro, Ubi Banca il 4,29% a 6,80 euro, Unicredit il 3,69% a 6,255 euro. In decisa controtendenza il Montepaschi (+4,59% a 0,58 euro) che ha sfruttato l’annuncio fatto ieri dal premier Matteo Renzi sul fronte bad bank. Intanto oggi il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, ha spiegato che “la disciplina degli aiuti di Stato è uno degli ostacoli, l’ostacolo principale, per adottare le misure sulla bad bank”. Il Cda di Mps si riunirà venerdì per approvare i conti trimestrali. Negativa Azimut (-1,30% a 26,47 euro) nonostante la promozione a outperform da neutral (con target portato a 31 euro da 23 euro) decisa dagli analisti di Mediobanca. Il gruppo del risparmio gestito pubblicherà i conti del primo trimestre giovedì 7 maggio e gli esperti di piazzetta Cuccia prevedono profitti record per 113 milioni di euro. Prese di beneficio su Luxottica (-4,22% a 57,80 euro), che di recente aveva toccato i massimi storici, all’indomani dei brillanti risultati del primo trimestre trainati dal super dollaro: gli utili sono cresciuti del 34% a 210 milioni di euro, l’utile operativo è salito del 33% a 358 milioni e il fatturato del 20% a 2,2 miliardi. “Vediamo opportunità per la crescita organica e per i margini nel 2015 e nel 2016”, hanno commentato gli analisti di Nomura. Male Generali (-3,31% a 16,90 euro) in scia alla bocciatura arrivata questa mattina da Barclays. Gli analisti della banca britannica hanno tagliato il giudizio sul Leone di Trieste a equalweight dal precedente overweight.
Fca (-0,45% a 13,24 euro) ha limitato i danni all’indomani della pubblicazione delle immatricolazioni di auto nuove in Italia. Il Lingotto ad aprile ha visto una crescita delle vendite del 24,9% su base annua a 43.339 unità, con una quota di mercato salita al 29,11%. La società guidata da Sergio Marchionne ha fatto meglio del mercato italiano che ha immatricolato 148.807 autovetture, il 24,16% in più rispetto ad aprile 2014. Prysmian (-1,81% a 18,43 euro) non ha sfruttato la promozione arrivata questa mattina da Citigroup. Gli analisti della banca americana hanno alzato il giudizio sul gruppo dei cavi a buy dal precedente neutral, portando il target price a 22,60 euro da 18 euro.

