Confcommercio: Nel 2014 più tasse per 6,5 mld, famiglie stremate

Confcommercio: Nel 2014 più tasse per 6,5 mld, famiglie stremate

Roma, 16 ott. (LaPresse) – Maggiori imposte nel 2014 per 6,5 miliardi di euro rispetto a quest’anno. E’ la stima contenuta nell’outlook di Confcommercio e Censis. A pesare sull’incremento del carico fiscale saranno l’aumento dell’aliquota Iva dal 21% al 22% e la Trise, introdotta con la legge di stabilità, che dovrebbe costare 2,4 miliardi in più rispetto all’Imu. Il peso dell’aumento dell’aliquota Iva dal 21% al 22% è pari a 3 miliardi, circa 100 milioni quello dell’incremento dell’imposta di bollo e circa 120 milioni quello che deriva dall’aumento delle accise sugli alcolici. A determinare poi un carico fiscale maggiore nel 2014 contribuisce l’imposta sulle sigarette elettroniche e altri incrementi di tasse e accise.

Una famiglia su quattro ha difficoltà a pagare tasse e tributi e oltre il 72% ad affrontare spese impreviste, spiega il rapporto Censis-Confcommercio, in cui si legge ancora che le famiglie italiane che negli ultimi mesi non sono riuscite a coprire tutte le spese con il proprio reddito mensile sono 4,7 milioni, quasi il 19% del totale. Sono quasi raddoppiati i nuclei familiari che si sono rivolti alle banche per un prestito finalizzato a coprire le spese (11,5% contro il 6% di marzo scorso), mentre oltre il 30% ha dovuto posticipare alcuni pagamenti. “Il governo Letta deve iniziare un percorso di riduzione della pressione fiscale sulle famiglie, sui lavoratori e sulle imprese, che sono stremati”, ha detto il presidente di Confcommercio, Carlo Sangalli, a margine della conferenza stampa per la presentazione dell’outlook, che spiega ancora che più di 17 milioni di famiglie italiane (il 69% del totale) ritengono che le capacità di spesa e di consumo siano peggiorate rispetto alle fine del 2012.

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