Roma, 4 ott. (LaPresse) – “Rimaniamo fermamente convinti che la celere approvazione dell’Aia (Autorizzazione integrata ambientale, ndr) possa determinare una produzione sostenibile senza che la salute dei lavoratori possa essere danneggiata. Siamo altresì consapevoli che in questo contesto sia indispensabile non solo l’attuazione della mole degli investimenti annunciati dall’azienda, ma anche impegni successivi nel medesimo senso che il gruppo siderurgico in questione dovrà rendere disponibili”. Lo ha detto Rocco Palombella, segretario generale della Uilm, all’indomani dell’approvazione in Senato del decreto legge relativo alle ‘Disposizioni urgenti per il risanamento ambientale e la riqualificazione del territorio della città di Taranto’. Il leader dei metalmeccanici Uil domani sarà a Taranto per tenere insieme al segretario locale Antonio Talò una grande assemblea coi lavoratori iscritti al sindacato metalmeccanico.

“Occorre essere presenti tra gli addetti dell’Ilva del capoluogo ionico – ha detto Palombella – per creare i presupposti di una partecipazione unitaria alla vertenza riguardante il sito siderurgico mediante vere e proprie assemblee di reparto che avranno inizio dalla prossima settimana. Purtroppo la fabbrica, il territorio circostante e l’intera città che ospita lo stabilimento sono oggetto di una vera e propria campagna destabilizzante che disorienta, caratterizzata da dati sanitari parziali, dall’esasperazione degli incidenti sul lavoro (in realtà drasticamente diminuiti), da valutazioni allarmistiche sulle prospettive aziendali. Si tratta di un marketing masochistico mosso soprattutto da una parte dei partiti politici che vogliono lucrare consensi in vista della prossima campagna elettorale per le elezioni politiche”.

“Di certo – prosegue – questa frangia variegata va a braccetto con un altro spezzone del sindacalismo antagonista intento al coinvolgimento elettorale, più che all’azione sindacale. E’ il dramma della Fiom che alle assemblee unitarie preferisce i comizi in solitaria contro tutto e tutti. Scelta evidente, ma non condivisibile da chi ha cuore l’equilibrio tra le esigenze della salute con il diritto al lavoro. L’inquinamento non si può negare, ma chi pensa che per bonificare occorra chiudere l’Ilva è uno stolto, o è in malafede. Intanto, l’azienda controllata dalla famiglia Riva dovrà mettere a disposizione del piano di risanamento ulteriori investimenti dediti all’ammodernamento ecocompatibile degli impianti ed utili alla bonifica interna”.

“Anche il Governo – continua – dovrà farsi carico delle bonifiche della vasta area esterna circostante il sito, a partire dal quartiere Tamburi, perché le risorse rese disponibili dall’importante decreto per Taranto, approvato ieri in via definitiva, così come sono non possono essere risolutive. Questo è il giusto percorso che il gruppo siderurgico, governo ed azienda hanno deciso di intraprendere e su questa strada avanzeranno. In tale contesto è chiaro che abbiamo sempre mantenuto il massimo rispetto per l’operato della magistratura e per le decisioni finora poste in essere. La sola notizia che qualcuno chieda di chiudere il sito siderurgico di Taranto avvantaggia sul mercato i concorrenti stranieri del settore nazionale, allontana gli investitori esteri interessati all’Italia, crea lo sfacelo sociale e la paura per il futuro. Una follia che non possiamo permetterci durante questa pesante fase recessiva”.

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