Telecom Italia, perdita 2011 a 4,7 mld dopo svalutazioni per 7,3 mld

Telecom Italia, perdita 2011 a 4,7 mld dopo svalutazioni per 7,3 mld

Milano, 29 mar. (LaPresse) – Perdita netta di 4,726 miliardi di euro per Telecom Italia, dopo svalutazioni sull’avviamento delle attività domestiche per 7,3 miliardi. Lo comunica il gruppo in una nota, sottolineando che l’utile escluse le operazioni non ricorrenti si attesta a 2,604 miliardi “sostanzialmente in linea con l’esercizio precedente, anch’esso ricalcolato in termini comparabili”. Nel 2010 il colosso delle telecomunicazioni aveva chiuso con un utile di 2,608 miliardi di euro, “calcolato escludendo l’impatto positivo dell’acquisizione del controllo in Sofora, il beneficio di oltre 600 milioni di euro derivante dal riconoscimento in Brasile di imposte differite attive e altre partite non ricorrenti”.

Il cda di Telecom Italia propone la distribuzione di un dividendo di 4,3 centesimi di euro per le azioni ordinarie e di 5,4 centesimi per le risparmio, con un monte pari a circa 900 milioni di euro. “La situazione finanziaria del gruppo – commenta il presidente esecutivo del gruppo, Franco Bernabè – con riserve disponibili in Telecom Italia Spa che ammontano a oltre 7 miliardi di euro al netto della perdita di esercizio, permette il rispetto della dividend policy annunciata nel piano 2012-2014”.

Bernabè ha chiarito che “la svalutazione non determina conseguenze di natura finanziaria e pertanto non modifica il percorso di riduzione dell’indebitamento della società”. Il presidente esecutivo del gruppo ha spiegato che “la svalutazione dell’avviamento, formatosi a seguito delle operazioni Olivetti/Telecom Italia e dell’acquisizione delle minorities di Tim, si è resa necessaria per il deterioramento dello scenario macroeconomico e dei parametri di riferimento dei mercati finanziari”.

I ricavi consolidati di Telecom Italia sono cresciuti nel 2011 dell’8,7%, a 29,957 miliardi di euro, mentre l’ebitda si è posizionato a 12,246 miliardi, in crescita del 7,3% sull’esercizio precedente. Gli investimenti sono aumentati del 33% a 6,095 miliardi rispetto al 2010, “a seguito principalmente dell’acquisto dei diritti d’uso delle frequenze Lte”. Il free cash flow operativo è stato positivo per 5,767 miliardi di euro, mentre l’indebitamento finanziario netto al 31 dicembre risulta calato a 30,414 miliardi di euro, rispetto ai 31,468 miliardi a fine 2010.

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