Cameron: Difficile dire no a trattato Ue, ma era l’unica scelta

Cameron: Difficile dire no a trattato Ue, ma era l’unica scelta

Londra (Regno Unito), 12 dic. (LaPresse) – “Non voglio porgere scuse per la mia decisione, la nostra scelta era fra un trattato senza garanzie e nessun trattato. La mia decisione è stata difficile, ma era l’unica possibile”. Lo ha detto il primo ministro britannico David Cameron, nel suo discorso alla Camera dei Comuni, in cui ha riferito a proposito della decisione di tenere fuori il Regno Unito dal nuovo trattato europeo per l’unione fiscale. La sua scelta ha scatenato dure polemiche e reazioni all’interno del Regno Unito e in tutta l’Ue.

“Continueremo a essere vigili per proteggere i nostri interessi nazionali. Per quanto riguarda un trattato intergovernativo, sebbene non comporti gli stessi pericoli per il Regno Unito, non è esente da rischi. Noi vogliamo che un nuovo trattato funzioni per stabilizzare l’euro, ma usare le istituzioni europee è un terreno nuovo che comporta interrogativi ancora senza risposta. Cercheremo di capire come le istituzioni di 27 Stati europei possano lavorare in modo equo”, ha continuato Cameron. “Lavoreremo in modo costruttivo, con la mente aperta su ogni proposta, ma se il Regno Unito avesse accettato variazioni al trattato senza garanzie, non avrebbe protetto il Paese”.

Sulla presenza del Regno Unito nell’Unione europea, Cameron ha detto di essere certo che il Paese resterà al suo interno, difendendo la posizione sostenuta a Bruxelles. “È possibile essere un membro influente dell’Ue, ma restare fuori da accordi che non proteggono i nostri interessi. È ciò che ho fatto come primo ministro in questo Consiglio europeo e che continuerò a fare. È la scelta giusta”. Ha anche ribadito che il Regno Unito non ha intenzione di abbandonare l’Unione: “Ci resteremo, ma io credo in un’Unione europea che abbia una rete di flessibilità e non la rigidità di un blocco”. E ha precisato: “Noi non siamo nell’accordo di Schengen e non ci saremo mai, perché usiamo i nostri vantaggi naturali come isola per proteggerci dall’immigrazione”.

Cameron ha poi ribadito la posizione contraria di Londra agli accordi presi dagli altri Paesi dell’Ue per la crisi del debito: “Non siamo nel nuovo accordo per l’Efsf e non saremo neanche nel pacchetto dell’euro plus. Ci saranno accordi separati tra i ministri dell’eurozona”. Ha poi escluso che i fondi del Fondo monetario internazionale possano essere utilizzati per salvare l’euro: “Siamo pronti a guardare positivamente al rafforzamento dell’Efsf per aiutare i Paesi in difficoltà in tutto il mondo, ma le risorse del Fmi devono essere usate per i Paesi e non per le valute, quindi non possono essere usate per salvare l’euro”. Sulla situazione della crisi dei Paesi europei, Cameron ha sostenuto che l’Europa tutta debba impegnarsi per maggiore competitività, perché molti Paesi hanno deficit commerciali ampi e per risolvere i loro problemi “non devono far affidamento su massicci trasferimenti di capitale”.

Oggi, sulle pagine del quotidiano francese di Le Monde, il presidente francese Nicolas Sarkozy ha detto che a seguito della rottura sull’accordo raggiunto a Bruxelles ci sono “due Europe: una che vuole più solidarietà tra i suoi membri e più regolamenti, l’altra attaccata solo alla logica del mercato unico”. Cameron, nel suo discorso, ha detto: “Abbiamo bisogno del mercato unico per investimenti e occupazione e l’adesione all’Ue rafforza la nostra possibilità di avere una voce più forte nello scenario mondiale”.

© Riproduzione Riservata