Tra le sue opere più famose in Italia il PalaAlpitour di Torino e la torre Allianz di Milano

È morto a 91 anni l’architetto giapponese Arata Isozaki. Vincitore del prestigioso Premio Pritzker nel 2019, Isozaki è considerto un gigante post-moderno che nelle sue opere ha mescolato la cultura e la storia dell’est e dell’ovest. L’archistar è morto mercoledì nella sua casa di Okinawa, secondo il Bijutsu Techo, una delle riviste d’arte più rispettate del paese. In Italia suoi il Pala-Isozaki di Torino, ora meglio conosciuto come PalaAlpitour, che ha ospitato le Olimpiadi del 2006, e la torre Allianz di Milano.

Isozaki ha iniziato la sua carriera in apprendistato dalla leggenda giapponese Kenzo Tange, vincitore del premio Pritzker nel 1987, dopo aver studiato architettura all’Università di Tokyo, la migliore scuola del Giappone. Ha fondato il suo studio, Arata Isozaki & Associates, che chiamò ‘Atelier’ intorno al 1963, mentre lavorava a una biblioteca pubblica per la sua prefettura natale di Oita, uno dei suoi primi lavori. È stato uno dei precursori degli architetti giapponesi che hanno progettato edifici all’estero, trascendendo i confini nazionali e culturali, e anche come critico dello sviluppo urbano e dei progetti urbani. Tra le opere più note di Isozaki ci sono il Museum of Contemporary Art di Los Angeles e lo stadio Palau Sant Jordi di Barcellona costruito per i Giochi estivi del 1992. Ha anche progettato edifici iconici come il Team Disney Building e la sede della Walt Disney Company in Florida. Nato nel 1931 a Oita, aveva 14 anni quando vide le conseguenze dei bombardamenti atomici statunitensi di Hiroshima e Nagasaki nell’agosto 1945, che uccisero 210.000 persone. Questi avvenimenti lo portarono a raggiungere la sua teoria secondo la quale gli edifici sono transitori ma dovrebbero anche essere piacevoli per i sensi.

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