Etica, innovazione tecnologica, obbligo di istituzione degli uffici stampa e una netta distinzione tra informazione e propaganda. Sono questi i pilastri della ‘Carta degli Stati generali del giornalismo degli uffici stampa’, presentata oggi a Roma allo Spazio experience Europa ‘David Sassoli’.
L’evento – che ha riunito i vertici delle istituzioni, dell’Ordine dei giornalisti e della Fnsi, insieme a numerosi colleghi – ha ribadito “il ruolo cruciale della categoria in un’epoca segnata dall’intelligenza artificiale e dalla disintermediazione“. Cuore della giornata è stata la presentazione della Carta degli stati generali, letta integralmente dalla presidente del Gus nazionale (Giornalisti uffici stampa) Assunta Currà Perego. Si tratta di un documento programmatico che riafferma la natura giornalistica del lavoro negli uffici stampa.
Tra i partecipanti anche Fra Giulio Cesareo (direttore dell’ufficio del Sacro convento di Assisi) e Tommaso Daquanno (direttore Fnsi), il presidente della Fnsi Vittorio Di Trapani, il presidente dell’Ordine dei giornalisti del Lazio Guido D’Ubaldo, la presidente del Gus Lazio Manuela Biancospino.
Tra i punti salienti dell’evento, la riforma della Legge 150/2000 con la richiesta di rendere obbligatori gli uffici stampa nella Pa, composti esclusivamente da giornalisti iscritti all’albo, la separazione funzionale tra addetto stampa, comunicatore e portavoce politico e l’etica digitale.
“La comunicazione nelle pubbliche amministrazioni – afferma il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Informazione e all’editoria, Alberto Barachini, richiamando l’attenzione sulla recente istituzione della figura del social media manager nella Pa – è una necessità democratica imprescindibile”.
“L’informazione degli uffici stampa è pagata dai cittadini, non dai presidenti o amministratori – dice il presidente nazionale dell’Odg, Carlo Bartoli, chiedendo un adeguamento legislativo – figure come il social media manager sono oggi una realtà, ma questo ruolo deve essere ricoperto da un giornalista per garantire terzietà e deontologia”.
“Occorre organizzare e trasmettere – rileva il presidente di Aran, Antonio Naddeo – una vera cultura della comunicazione prima di intervenire sui contratti”. Secondo il presidente dell’Inpgi, Roberto Ginex, denuncia la situazione dei comuni in dissesto, specialmente in Sicilia: “Si tende a stabilizzare personale non qualificato espellendo i giornalisti. Con il Gus Sicilia abbiamo tracciato percorsi chiari per i concorsi pubblici attraverso le direttive Zambuto e Razza”.
“Il giornalista pubblico ha orari di lavoro non equiparabili a quelli degli impiegati – mette in evidenza la segretaria della Federazione nazionale della stampa italiana Alessandra Costante – nonostante le opposizioni degli altri sindacati in sede Aran, abbiamo ottenuto paletti precisi richiamando la Legge 69/63. Il portavoce deve essere almeno iscritto all’elenco pubblicisti. Ora, con il protocollo siglato con Anci, puntiamo a linee guida rigide per i bandi comunali”.

