Oltre dieci minuti di applausi convinti per la Prima della Scala, quest’anno l’opera russa ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk’ di Dmitrij Sostakovic, ultima direzione del maestro Riccardo Chailly per la regia di Vasily Barkhatov. La Prima si è svolta come di consueto tra le proteste all’esterno del teatro e l’eleganza e la parata di vip all’interno. C’era attesa per l’opera scelta quest’anno. Assenti il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, e la presidente del Consiglio, Giorgia Meloni. Il governo è rappresentato dal ministro della Cultura, Alessandro Giuli, e dal collega dell’Istruzione, Giuseppe Valditara. Presente la senatrice a vita Liliana Segre, accolta da un lungo applauso.
La serata fa registrare anche un incasso record: secondo quanto si apprende il dato definitivo è di 2.679.482 milioni di euro, il più alto di sempre. L’anno scorso ci si era fermati a 2.560.000 milioni, mentre nel 2023 a 2.582.000.

La protesta dei lavoratori dello spettacolo
Presidio dei lavoratori dello spettacolo questo pomeriggio davanti al Teatro Alla Scala. “Siamo qui oggi per dire che i lavoratori della cultura devono tornare al centro della visione di un Paese, mentre il governo ha in testa solamente quello di occupare le istituzioni culturali senza dare dignità ad un lavoro, che è un lavoro intermittente, un lavoratore oggi non ha ancora la certezza del suo periodo contributivo”. Così il segretario generale della Cgil di Milano, Luca Stanzione a margine del presidio. “Un Paese distratto, mentre da Milano possiamo dire che questo settore che è quello della cultura e della conoscenza è un settore cruciale per il paese – ha proseguito Stanzione – Noi siamo uno dei principali paesi che può vantare così tanti artisti, così tanta produzione culturale e da Milano possiamo dire che siamo la capitale della cultura con il 25 per cento del prodotto interno lordo delle economie della conoscenza che è prodotto Milano”, ha concluso il sindacalista.
I pro-Pal portano in scena ‘Lady Mac Melon’ contro governo e Comune
A pochi minuti dall’inizio di ‘Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk’ la tradizionale ‘Prima’ della Scala, a Milano, è stata preceduta da una protesta delle associazioni pro-Pal, radunate in alcune centinaia tra piazza della Scala e Palazzo Marino. Su un palco improvvisato, gli attivisti hanno inscenato una performance satirica che metteva in scena la premier Giorgia Meloni – ribattezzata per l’occasione ‘Lady Mac Melon’ – insieme ai ministri Giuseppe Valditara e Alessandro Giuli e al sindaco Giuseppe Sala. “Al Teatro alla Scala va in scena il primo spettacolo della stagione teatrale, un tripudio di lusso, di sfarzo, di cultura che può far calare il silenzio su due anni di genocidio, 77 anni di occupazione, su una città che cade a pezzi. Mentre il sindaco si presenta alla prima della Scala pagando un biglietto che costa più di mesi di affitto in questa città”, ha scandito il performer al microfono. Nel corso dell’azione dimostrativa, presentata come “una prima diffusa”, gli attivisti hanno spiegato: “Oggi va qui in scena uno dei tanti appuntamenti della prima diffusa, la prima popolare che porta in atto il teatro delle complicità. Ci scusiamo se non abbiamo gli stessi allestimenti del Teatro alla Scala, se non abbiamo quinte mobili, orchestre, corpi di ballo o famosi tenori. Purtroppo il ministro Giuli ha detto che non c’era abbastanza pensiero solare nel nostro copione, quindi i fondi non ci sono”. L’attacco più duro è stato rivolto alla presidente del Consiglio: “Lady Mac Melon del distretto è venuta qui a ricordarci come la cultura non serve a niente, o meglio, non tutte le culture servono. Quelli come lei dicevano, Libro e Moschetto, fascista perfetto”. Tra fumogeni e slogan, sul palco sono comparsi anche i personaggi caricaturali del ministro Valditara – vestito da militare -, del ministro Giuli, del sindaco Sala e di Tancredi Catella, l’imprenditore coinvolto nell’inchiesta sull’urbanistica a Milano.
Applausi all’ingresso della senatrice Segre

Un lungo e caloroso applauso ha accolto la senatrice a vita Liliana Segre al suo ingresso nel palco centrale della Scala in occasione della Prima con l’opera Una Lady Macbeth del distretto di Mcensk di Dmitrij Sostakovic, poco prima dell‘esecuzione dell’inno di Mameli. Nel palco centrale alla destra di Segre siede il presidente della Corte Costituzionale Giovanni Amoroso e alla sua sinistra il sindaco di Milano Giuseppe Sala. Dietro di loro il governatore Attilio Fontana, il vicepresidente del Senato Gian Marco Centinaio, la vicepresidente della Camera Anna Ascani, il ministro della Cultura Alessandro Giuli.
“Avevo letto in anticipo che cosa sarei venuta a vedere e a sentire. Ed è da quando avevo cinque anni che vengo alla Scala. Quindi sono preparata al balletto, all’opera per bambini ma quella di stasera è piuttosto scandalosa. Però mi interessa sempre”, ha detto Segre durante un intervallo. “Ho sempre interesse per quello che vedo alla Scala, che sento. Mi interessa – ha aggiunto la senatrice -. Poi, posso giudicare secondo il mio gusto, però alla base mi interessa l’opera”. A proposito del tributo ricevuto dal pubblico, Segre ha concluso: “Sono io che voglio bene alla Scala“.
Fontana: “Roma assente? Noi viviamo bene anche da soli”
“Scala senza Roma? Ce ne faremo una ragione, noi viviamo bene anche da soli”. Così il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, a margine della prima della Scala, a proposito dell’assenza di esponenti di primo piano del Governo ad eccezione del ministro della Cultura Giuli. “Come sempre una grande Scala, con un grande pubblico e con una grande opera”. Lo ha detto il presidente della Regione Lombardia, Attilio Fontana, entrando al Teatro alla Scala di Milano in occasione della tradizionale Prima del 7 dicembre.
“È sempre emozionante partecipare a questa serata, un vanto per la nostra regione. Una Prima che esalta la Lombardia come riferimento, come capitale internazionale anche della cultura”, ha aggiunto il governatore.
“Una Prima preolimpica – ha concluso Fontana – nella quale si respira aria di musica eccezionale. Un’opera dal grande fascino, che esce dagli schemi tradizionali e che guarda alla nostra realtà di tutti i giorni con una proposta coinvolgente”.
Sala: “Opera russa? Scelta corretta, messaggio importante”
“Opera russa? Mi pare che il maestro Chailly abbia fatto un’ottima scelta. Poi siamo tutti curiosi, non è una delle opere piu’ conosciute, ma è un’opera importante”. Così il sindaco di Milano Giuseppe Sala a margine della prima della Scala. “Shostakovich è stato un grande maestro contemporaneo nell’ultimo secolo, ma direi in assoluto. I messaggi sono i messaggi di cui c’è bisogno oggi – ha aggiunto – Mettere la donna al centro è quanto mai giusto, al di là delle particolarità ovviamente dell’opera, ma certamente, anche se c’è stata qualche polemica per la scelta di un’opera russa, il senso dell’opera, la storia dell’opera, mi fa dire che è stata una scelta estremamente corretta”.
Tanti artisti presenti, da Mahmood ad Achille Lauro
“Oggi sono spettatore, quindi oggi me la godo. Mi piace molto ascoltare. Va bene, sono musicista, chiaramente qua parliamo anche con delle eccellenze, quindi mi piace ascoltare e studiare”. Così il cantante Achille Lauro entrando al Teatro alla Scala. “Io credo in generale che questa opera sia un’opera importante perché tratta le tematiche attualissime e anzi, forse, è anche un atto coraggioso portarla oggi qui”, ha concluso. “Sono molto curioso e spero mi lasci qualcosa. La censura? È stata un’opera mega rivoluzionaria, voglio gustarmi ogni frammento. Ho sempre ammirato tanto questo luogo, lavoravo nei bar della zona e passavo davanti a guardare la Scala, ora che sono alla prima sono molto contento, mi sembra un sogno”. Così Mahmood entrando al Teatro alla Scala per la Prima.

