Matera, Matteo Salvini durante l'ultimo iorno
Basilicata al cdx con crollo del M5S, Brexit, Ius soli e Fosse Ardeatine. Gli eventi da non perdere di lunedì 25 marzo

LaPresse e upday presentano gli eventi da non perdere di lunedì 25 marzo 2019

Elezioni in Basilicata - Dopo Abruzzo e Sardegna, il centrodestra conquista anche la Basilicata con un risultato numerico praticamente sovrapponibile a quello delle altre. A tre quarti dello spoglio, il candidato del centrodestra Vito Bardi (generale della Guardia di Finanza) viaggia intorno al 42,5% e sarà il nuovo governatore della Basilicata, Carlo Trerotola (centrosinistra) segue con il 33,13% mentre Antonio Mattia (M5S) si colloca al 20,05% e Valerio Tramutoli (Possibile) è al 4,33%  E' la ripetizione di quello che si è già visto in Abruzzo e Sardegna dove il centrodestra a trazione leghista fa il pieno, il centrosinistra risale rispetto alle politiche (ma perde rispetto alle precedenti regionali) e il Movimento 5 stelle dimezza i voti rispetto a un anno fa anche se cresce rispetto al 2013. Il 4 marzo di un anno fa, il M5S trionfò con il 44,36% il centrodestra prese il 25,39% (la Lega triplica i voti passando dal 6% al 18%), il centrosinistra, un anno fa, si fermò al 19,62% e sale quindi di una dozzina di punti ai quali, in chiave europea, potrebbero sommarsi quelli di Possibile. L'affluenza alle urne dei 573.970 elettori della Basilicata è risultata pari all 53,65%, circa 6 punti in più rispetto alle precedenti regionali.

Giornata mondiale delle vittime della schiavitù - Per quattro secoli (dal 1501 al 1830), milioni di uomini e donne, furono  strappati alle loro terre africane o asiatiche e ridotti in schiavitù in Europa e, soprattutto in America. Ci vollero scomuniche (ma ci furono anche papi che approvarono la schiavitù) e guerre per arrivare ad abolire (1833, lo Slavery Abolition Act negli Usa) l'inumano fenomeno per cui alcune persone diventavano "oggetti" di proprietà di altre persone che li consideravano (per giustificarsi) esseri inferiori alla stregua di animali. La giornata mondiale che ricorda le vittime di questa tragedia è stata istituita dalle Nazioni Unite nel dicembre del 2007. Si celebra con iniziative e riflessioni in tutto il mondo ma, oggi, sotto alcuni aspetti, non si tratta solo di ricordare le sofferenze di chi ne è stato vittima perché la schiavitù (sotto forme diverse: sessuali, economiche, sociali) esiste ancora e rischia di riemergere in modo meno allargato ma, se possibile, ancora più crudele. Ancora oggi, tra la Serbia e la Bulgaria esistono veri e propri mercati delle schiave dove si può comprare una donna per avviarla alla prostituzione.

Il ministro Bussetti in visita alla scuola Vailati

Ius soli -  I carabinieri che hanno salvato i 51 studenti ostaggi sullo scuolabus dell'autista senegalese Ousseynou Sy, incontrano i ragazzi questa mattina alle 11  nella scuola media Vailati. Sarà un incontro commovente e istruttivo. I carabinieri hanno messo in campo efficacia e rapidità e, in pochi secondi, mentre il bus prendeva fuoco, hanno messo in salvo 53 persone e bloccato l'autista. I ragazzi, soprattutto alcuni, su quel bus hanno dimostrato prontezza, intelligenza, coraggio e abnegazione. Due di loro, in particolare, Rami Shehata (origini egiziane) e Adam El Hamami (origini marocchine), si sono comportati da eroi, usando i telefonini (con grande pericolo) per chiamare le forze dell'ordine e offrendosi come ostaggio all'autista impazzito. I due ragazzini sono nati in Italia, parlano e studiano in italiano, ma non sono cittadini italiani. Questo perché, in assenza di una normativa sullo ius soli (chi nasce in Italia e frequenta per un congruo numero di anni le nostre scuole, ha diritto alla cittadinanza) Rami e SAdam dovranno fare domanda fra qualche anno e potranno diventare italiani solo dopo una lunga istruttoria. I M5S hanno detto che dovrebbero diventare cittadini italiani subitoi ma Salvini si è impuntato: "La cittadinanza è una cosa seria, non una lotteria. Se Rami la vuole si faccia eleggere e cambi la legge". Sarà interessante vedere se Salvini avrà il coraggio di ripetere il concetto in faccia al ragazzino.

Theresa May all'uscita di Downing Street col marito Philip
 

Brexit - Da oggi Theresa May proverà per la terza volta a cercare in Parlamento una maggioranza sull'ipotesi di accordo con la Ue per una Brexit ordinata sia dal punto di vista politico che economica. Se riuscirà entro questa settimana, la Ue concederà al Regno Unito, una proroga fino al 22 maggio. Altrimenti, il governo inglese avrà tempo fino al 12 aprile con il forte rischjio di "No Deal". Ma al quadro già complesso si è sommato il peso dell'enorme manifestazione di sabato "pro Remain"  con l'aggiunta di 5 milioni di firme (90 per cento inglesi) arrivate sotto una petizione che chiede la revoca dell'art. 50 e, in sostanza, di rimanere direttamente nell'Unione Europea (una pertizione pro Brexit ne ha raccolte solo 455mila). Theresa May è sempre stata e rimane fortemente contraria all'idea di un "Remain", ma il suo ministro della Finanze Philip Hammond ha detto: "Non sono sicuro che vi sia una maggioranza in parlamento a favore di un secondo referendum. Ma si tratta di una proposta perfettamente coerente che merita di essere valutata". E Hammond ha aggiunto che un "no deal" sarebbe "catastrofico".

Fosse Ardeatine, la commemorazione dell'anno scorso

Fosse Ardeatine - Questa mattina, alle 11, al Mausoleo Ardeatino si svolge la cerimonia commemorativa del 75ø anniversario dell'eccidio delle Fosse Ardeatine. Sarà presente il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Il 23 marzo del 1944, a Roma, in via Rasella, un gruppo di gappisti misero a segno un'azione contro un plotone di soldati tedeschi del reggimento "Bozen". Una bomba nascosta in un carretto della spazzatura fece strage di soldati tedeschi, ne morirono 33 e il comando tedesco (colonnello Kappler) in contatto con Berlino, decise un'orrenda rappresaglia: 10 italiani per ogni tedesco. Alle Fosse Ardeatine furono trucidate 335 persone: per lo più prigionieri in quanto ebrei o sospettati di appartenere ai Gap. Il presidente della Repubblica non commemora le Fosse Ardeatine per dovere o per ritualismo. Pochi come lui, nel Paese, sono convinti della necessità di tenere viva la memoria perché certe vicende non si ripetano. Soprattutto in questi tempi di odio, prevaricazione e razzismo, ricordare che cosa è già successo, può servire a evitare che certe situazioni si ripetano.

 

 

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata