La Corte di appello di Bologna ha ridotto da 17 a 15 anni la condanna per il ragazzo a processo per l’omicidio di Aurora Tila, 13enne morta gettata da un balcone nell’ottobre del 2024 a Piacenza. “Siamo rimasti delusi, siamo scontenti. La decisione si è basata sulla confessione che però non era genuina, ma strumentale. Rispettiamo la sentenza anche se non la condividiamo”, ha detto a LaPresse l’avvocato Emilio Malaspina, difensore della madre della vittima, spiegando che la famiglia attende le motivazioni della sentenza.
Lancellotta (FdI): “Amareggiati per riduzione pena”
“Ci lascia profondamente amareggiati la riduzione della condanna da 17 a 15 anni stabilita dalla Corte di appello di Bologna nei confronti del giovane responsabile della morte della 13enne Aurora Tila, la vittima di femminicidio più giovane d’Europa. Di fronte a questa sentenza della magistratura possiamo solo immaginare lo sconforto della mamma di Aurora, già duramente provata dal dolore straziante della perdita di una figlia. I femminicidi sono la piaga più scioccante della nostra società, di fronte ai quali non possiamo accettare alcun genere di attenuanti. In questa legislatura abbiamo rafforzato le norme per combattere la violenza di genere introducendo per la prima volta il reato di femminicidio. Abbiamo avviato un percorso condiviso con le altre forze politiche per favorire un cambiamento culturale nella nostra società, agendo soprattutto sul fronte della prevenzione. Sappiamo che la strada è ancora lunga, e che serve assoluto rigore e severità nell’applicazione delle norme, nel rispetto delle vittime e delle loro famiglie”. Così in una nota la deputata Elisabetta Lancellotta, capogruppo di Fratelli d’Italia in Commissione parlamentare d’inchiesta sul femminicidio, nonché su ogni forma di violenza di genere.

