Delitto di Garlasco: gli audio contro Sempio, 4 ore davanti ai pm. Marco Poggi: “Mai visti con lui video intimi di Chiara”

Delitto di Garlasco: gli audio contro Sempio, 4 ore davanti ai pm. Marco Poggi: “Mai visti con lui video intimi di Chiara”
(Photo Claudio Furlan/LaPresse)

Il nuovo indagato ieri in Procura a Pavia. Le rivelazioni del Tg1: “Per inquirenti infatuazione e rifiuto sarebbero il movente”

Da una parte Marco Poggi che torna a difendere l’amico Andrea Sempio: “Non abbiamo mai visto i video intimi di mia sorella assieme”, avrebbe dichiarato mercoledì mattina interrogato in Procura a Pavia come testimone dell’inchiesta sul delitto di Garlasco. Dall’altra le nuove anticipazioni del TG1: un’intercettazione ambientale in auto in cui si sentirebbe il 38enne dire di aver chiamato per sbaglio casa Poggi per sapere se c’era Marco e di aver parlato pochi secondi con Chiara chiedendo quando il fratello sarebbe tornato. “Delle tre chiamate… lei ha detto.. ‘non ci voglio parlare con te (imitando una voce femminile) e… era tipo io gli ho detto ‘riusciamo a vederti’ (riferendosi alla propria risposta, ndr) (poi imitando voce femminile) e lei mi ha messo giù… E ha messo giù il telefono… Ah ecco che fai la la dura (ride, ndr) ma io non l’ho mai vista in questo modo, l’interesse non era reciproco, cazzo. Lei dice ‘non l’ho più trovato’ il video (con tono di voce tutto sbagliato) poi (modificando la propria voce) io ho portato il video”. E ancora: “Anche lui lo sa… Perché ho visto… dal suo cellulare… Perché Chiara non… con quel video e io ce l’ho (voce bassa) dentro la penna, va bene un cazzo”. Un soliloquio, a tratti incomprensibile, che sembra riferirsi alle ormai tre celebri telefonate di 2, 8 e 21 secondi verso casa Poggi effettuate dal commesso di Vigevano una settimana prima del delitto e che sarebbe stato fatto ascoltare a Marco Poggi dalle pm Valentina De Stefano e Giuliana Rizza. Nelle stesse ore in cui il collega procuratore aggiunto, Stefano Civardi, si trovava faccia a faccia con l’indagato che si è avvalso, come annunciato, della facoltà di non rispondere.

Gli audio intercettati e il movente dell’infatuazione

Per gli inquirenti quegli audio sono nuove prove di un “movente” innescato “nell’infatuazione” per Chiara Poggi, una “possibile prospettiva sessuale” generata da una presunta “disinibizione della ragazza” e che, una volta tradita, avrebbe scatenato la “furia omicida” in un “efferato ‘effetto domino’”. Può “spiegare le captazioni, una volta che le avrà ascoltate e contestualizzate” afferma il suo legale, Liborio Cataliotti che parla di un’indiscrezione “non aderente alla realtà” perché sono comunque piene di “nc, cioè ‘non comprensibile’”. A Sempio, Cataliotti e alla collega Angela Taccia la Procura ha illustrato per 2 ore e 40 minuti le fonti di prova “solo oralmente e senza che ci sia stata data la possibilità di ascoltare gli audio”. “Vedremo se Sempio commentava il racconto di qualcun altro, se parlava con se stesso o interloquiva con un interlocutore”, è la linea della difesa.

Anche Marco Poggi sentito in Procura

L’amico Marco Poggi, protetto da giornalisti e telecamere su disposizione del Procuratore Fabio Napoleone, risponde a “tutte le domande” fa sapere l’avvocato Francesco Compagna. Non crede alle accuse: Sempio è innocente; i video di Chiara con Stasi non li hanno mai visti; anche di fronte a quelli che i pm ritengono elementi robusti – come la compatibilità del profilo Y con il Dna sulle unghie della 26enne uccisa il 13 agosto 2007 oggetto della perizia di Denise Albani in incidente probatorio e ‘l’impronta 33’, la palmare non insanguinata sulla parete destra delle scale che conducono in cantina nella villetta di via Pascoli dove fu rinvenuto il cadavere che la Procura attribuisce all’indagato sulla base di una consulenza di parte contestata dalla difesa – ha detto di non credere alla colpevolezza dell’amico di gioventù.

© Riproduzione Riservata