Ex Jugoslavia, arrestato a Civitavecchia paramilitare ricercato per crimini di guerra

Ex Jugoslavia, arrestato a Civitavecchia paramilitare ricercato per crimini di guerra
Il cimitero di Potocari, a Srebrenica (Foto LaPresse/Federico Bernini)

L’uomo ha 58anni e doppia cittadinanza serbo-croata

È stato arrestato a bordo di una nave da crociera un uomo di 58anni con doppia cittadinanza serbo-croata, accusato di crimini di guerra e genocidi commessi durante la guerra nei territori della ex Jugoslavia come membro delle milizie della Sao Kraijina. L’uomo è stato arrestato dalla polizia di frontiera di Civitavecchia (Roma) che ha eseguito un mandato di arresto internazionale emesso a seguito delle indagini che avevano portato all’individuazione di centinaia di uomini facenti parti delle organizzazioni paramilitari colpevoli di operazioni di pulizie etniche nei territori della repubblica balcanica.
Gli agenti hanno effettuato una attenta analisi sia sui passeggeri a brodo delle navi sia sul personale che lavora a bordo. É stato così scoperto che il 58enne si era creato una nuova identità lavorando come security a bordo di una nave da crociera, cercando di sfuggire alle ricerche messe in campo dalle autorità croate. Una volta verificata la presenza a bordo, gli uomini della Polizia di Frontiera sono saliti sulla nave in abiti civili, mescolandosi con i passeggeri, e una volta individuato, lo hanno arrestato.

Il 58enne faceva parte di formazioni paramilitari nella guerra serbo-croata

Secondo gli inquirenti, il 58 enne faceva parte delle formazioni paramilitari che operarono nei territori della autoproclamata Repubblica Serba di Kraijina, durante la guerra serbo -croata. Il mandato di cattura internazionale lo indicava come autore di atti violenti, di deportazioni e di uccisioni compiute per costringere le autorità della Repubblica di Croazia, proclamata il 25 giugno 1991, a rinunciare alla propria indipendenza dalla Jugoslavia, dalla Serbia e dalla Bosnia Erzegovina.
Dalle indagini che hanno portato alla richiesta di mandato di arresto internazionale, è emerso che l’uomo, membro delle milizie paramilitari, aveva compiuto delle operazioni di pulizia etnica ai danni di cittadini croati, che portarono all’uccisione e all’espulsione forzata di migliaia di civili non serbi.
La Sp Kraijina, Regione Autonoma Serba della Kraijina, fu proclamata nelle zone della Croazia a maggioranza serba. Le sue milizie furono coinvolte nei combattimenti contro i civili durante la guerra balcanica. Il Tribunale Penale Internazionale ha definito le azioni dei suoi leader parte di un’impresa criminale comune, finalizzata alla creazione di uno stato etnicamente omogeneo.
L’arrestato, dopo una breva permanenza nel carcere di Aurelia, è stato trasferito in altra struttura carceraria, in attesa che l’Autorità Giudiziaria competente autorizzi l’estradizione verso la Croazia, stato che ha emesso il mandato di arresto europeo; l’intera operazione è stata coordinata dalla Procura della Repubblica di Civitavecchia, diretta dal Procuratore Alberto Liguori.

© Riproduzione Riservata