Prof accoltellata lascia l’ospedale: “Voglio tornare a scuola il prima possibile”

Prof accoltellata lascia l’ospedale: “Voglio tornare a scuola il prima possibile”
(Foto Tiziano Manzoni/LaPresse)

Ieri l’incontro con il ministro dell’Istruzione Valditara

È stata dimessa oggi dall’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo Chiara Mocchi, la professoressa di francese accoltellata lo scorso 25 marzo da un suo alunno di 13 anni davanti alla sua aula nella Scuola Secondaria “Leonardo Da Vinci” di Trescore Balneario, in provincia di Bergamo.

La docente, che era stata ricoverata in seguito alle ferite riportate nell’aggressione, ha potuto lasciare la struttura sanitaria dopo alcuni giorni di cure e osservazione. Le sue condizioni, secondo quanto emerso, sono in miglioramento e non desterebbero più particolari preoccupazioni dal punto di vista clinico.

Secondo quanto riferito dal suo legale, l’avvocato Angelo Lino Murtas, Chiara Mocchi “vuole tornare a scuola il prima possibile”, manifestando così la volontà di riprendere la propria attività didattica e di tornare alla normalità dopo il grave episodio di violenza che l’ha coinvolta.

L’accoltellamento, avvenuto davanti alla classe e sotto gli occhi di altri studenti, aveva suscitato forte shock nella comunità scolastica e nel territorio, riaccendendo il dibattito sulla sicurezza nelle scuole e sul rapporto tra studenti e docenti. Nei giorni successivi all’episodio, numerosi messaggi di solidarietà e vicinanza erano arrivati alla professoressa da colleghi, famiglie e istituzioni.

Ieri l’incontro con il ministro Valditara

La vicenda resta al centro dell’attenzione anche sotto il profilo investigativo, con gli inquirenti che stanno ricostruendo nel dettaglio quanto accaduto e le motivazioni alla base del gesto del minorenne, mentre la scuola si prepara ad accogliere nuovamente l’insegnante in un clima segnato ancora dall’emozione e dalla necessità di elaborare quanto accaduto.

Ieri la professoressa ha incontrato il ministro dell’Istruzione Giuseppe Valditara in ospedale, e ha scritto una nuova lettera aperta, ringraziando un altro alunno intervenuto per salvarla: “Solo il coraggio immenso di un altro mio alunno, ‘E.’, anche lui tredicenne, che mi ha invece difesa rischiando la sua stessa vita, ha impedito il peggio“.

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