Turchia, fermato giornalista italiano. La Farnesina segue il caso

Turchia, fermato giornalista italiano. La Farnesina segue il caso
Il ministro degli Esteri, Antonio Tajani. (Foto Mauro Scrobogna / LaPresse)

Il reporter era a Istanbul con una delegazione internazionale per “condurre ispezioni in loco” sui nuovi modelli carcerari

Il Consolato Generale d’Italia a Istanbul, in Turchia, sta seguendo la vicenda del giornalista italiano Andrea Lucidi, fermato dalla polizia turca insieme ad altri colleghi di diverse nazionalità e condotto presso un centro di espulsione, dove si troverebbe tuttora. Lo comunica la la Farnesina, che in raccordo con il Consolato Generale a Istanbul è in contatto con le autorità locali per acquisire ogni elemento utile sulla situazione e garantire al connazionale la necessaria assistenza consolare.

Secondo quanto riferito in una nota diffusa dall’organizzazione International Solidarity for Political Prisoners, Lucidi faceva parte di una delegazione internazionale composta da avvocati, giornalisti e difensori dei diritti umani arrivata in Turchia il 18 febbraio per “condurre ispezioni in loco” sui nuovi modelli carcerari e “le severe condizioni di isolamento”.

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