Milano, disposta autopsia del 28enne ucciso da poliziotto in sparatoria. L’agente: “Ho mirato alla sagoma”

Milano, disposta autopsia del 28enne ucciso da poliziotto in sparatoria. L’agente: “Ho mirato alla sagoma”
Rilievi sulla scena della sparatoria a Milano, nel quartiere Rogoredo, in cui un giovane è stato ucciso da un poliziotto nel corso di un’operazione antidroga (foto LaPresse/Marco Ottico)

Si tratta di un atto dovuto. La sparatoria lunedì nel quartiere Rogoredo nel corso di un’operazione antidroga. Salvini: “Sbagliato aprire fascicolo, in arrivo norma per evitarlo”

Aperto un fascicolo d’indagine a Milano per omicidio volontario con riferimento al caso del 28enne ucciso da un agente di polizia ieri, lunedì, nel quartiere Rogoredo, in una sparatoria nel corso di un’operazione antidroga. Si tratta di un atto dovuto per consentire al poliziotto di esercitare le sue garanzie difensive. Lo si apprende da fonti legali. L’agente, che è assistito dall’avvocato Pietro Porciani, è stato sentito dai pubblici ministeri, ai quali ha raccontato di avere intimato al giovane l’alt dicendogli “fermo polizia” e che in risposta l’uomo avrebbe tirato fuori un’arma puntandogliela contro, inducendolo a estrarre la propria e sparare. Il giovane – di origine nordafricana – che è stato colpito dall’agente era già noto alle forze dell’ordine.

Il legale del poliziotto: “Questo è un caso di legittima difesa”

L’avvocato Porciani, che assiste l’agente, contattato telefonicamente da LaPresse, in merito al fatto che la pistola puntata contro il poliziotto dal giovane sarebbe risultata essere non vera ma una riproduzione a salve, ha detto: “Alle sei di sera quando fa già buio come fai a sapere se è a salve o no? Uno si gioca la vita. Se non è questo il caso della legittima difesa, allora ditemi qual è“.

L’agente al pm: “Ho mirato alla sagoma”

 “Ho detto ‘Fermo, Polizia‘ e poi lui ha estratto la pistola. La mia idea era di rincorrerlo perché è una dinamica che si ripete sempre. Io stavo partendo. Lui aveva la mano in tasca, ha tirato fuori la pistola e me l’ha puntata, io stavo per fare lo scatto per andare avanti, ho estratto l’arma e ho esploso un colpo”. Lo ha messo a verbale l’agente di polizia del Commissariato Mecenate di Milano indagato per omicidio volontario per aver sparato in testa a un presunto spacciatore del boschetto di Rogoredo lunedì sera in via Impastato durante un servizio in borghese di controlli antidroga. Al pm Giovanni Tarzia, assistito dall’avvocato Pietro Porciani, l’agente ha raccontato di aver “avuto molta paura” nonostante “tanti anni di servizio, in polizia, qualcosa ho visto ed ho fatto”. “Quando siamo arrivati a circa 20 metri la persona si è fermata – ha aggiunto ricostruendo la dinamica – Ci siamo qualificati dicendo ‘fermo polizia‘ e lui ha tirato fuori dalla tasca destra un’arma puntandomela contro. Io che nel frattempo avevo aperto il giubbotto e avevo fatto un passo per iniziare a rincorrerlo, ho estratto la pistola dalla fascia addominale ed ho esploso un colpo in direzione del soggetto“. Dopo averlo colpito si è avvicinato al corpo: “Era a faccia in su sdraiato a terra con la pistola a quindici centimetri dalla mano”, ha detto con riferimento alla Beretta caricata a salve. “Ho sentito l’esigenza di allontanare l’arma perché la persona rantolava e la pistola era nella sua disponibilità, ma non ricordo con esattezza”. I sanitari del 118 sono arrivati dopo “circa 10 minuti“.

I racconti dei poliziotti

Secondo i racconti dei poliziotti, intorno alle 18, mentre gli agenti stavano arrestando il secondo uomo in via Impastato, il 28enne si sarebbe avvicinato puntando un’arma, poi risultata caricata a salve, e avrebbe continuato ad avvicinarsi nonostante l’alt imposto dalle forze dell’ordine. Addosso alla vittima, che ha numerosi precedenti per rapine e resistenza, è stata trovata della droga. La Procura di Milano ha disposto l’autopsia sul corpo del 28enne e le indagini proseguiranno anche con accertamenti balistici per ricostruire la traiettoria e la dinamica dell’unico colpo di arma da fuoco.

Salvini: “Sbagliato indagare l’agente, in arrivo norma per evitarlo”

“Durante un controllo antidroga nella periferia di Milano un nordafricano, irregolare e con vari precedenti, si avvicina puntando una pistola contro gli agenti (solo dopo si scoprirà che era a salve). Un poliziotto si difende, il balordo muore, l’agente viene indagato per omicidio volontario. Tutto sbagliato! Nel nuovo pacchetto sicurezza abbiamo previsto una norma che eviti che gli agenti vengano automaticamente indagati dopo essersi difesi. Io sto col poliziotto”, ha commentato sui social il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini.

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