Gli avvocati di Alberto Stasi, Giada Bocellari e Antonio De Rensis, replicano alla perizia della famiglia di Chiara Poggi sugli accessi della giovane al pc di Alberto e alla cartella ‘Militare’, contenente file pornografici. Per i legali l’analisi forense è totalmente irrilevante e annunciano che saranno effettuati accertamenti anche sul computer della 26enne uccisa il 13 agosto 2007 a Garlasco.
Difesa Stasi: “Analisi Poggi irrilevante”
“In relazione alle notizie rese pubbliche settimana scorsa in merito ad asserite nuove scoperte sul pc di Alberto Stasi da parte della difesa della famiglia Poggi, il presunto dato, secondo cui Chiara avrebbe fatto accesso alla cartella ‘Militare’ proprio alle 22:00:00, oltre ad essere totalmente irrilevante in considerazione del rapporto tra Alberto e Chiara, ormai ben noto a tutti, va considerato con grande cautela, come certamente sanno i CTP che lo hanno fornito alla stampa. Non si intende ancora andare oltre nelle valutazioni, perché è stato incaricato un consulente tecnico informatico di parte che sta svolgendo approfonditi accertamenti, anche e soprattutto sull’accesso al file della tesi, in ipotesi avvenuto tra le 22.09 e le 22.14. Ciò che certamente si può affermare è che, dai primi accertamenti, il dato fornito dalla difesa Poggi non risulta affatto confermato, come peraltro già stabilito in una perizia. All’esito delle analisi, la difesa Stasi si riserva tutte le azioni necessarie per la tutela dei diritti del proprio assistito, nonché il deposito dei risultati ottenuti in tutte le sedi competenti”. Così in una nota i legali difensori di Alberto Stasi, avvocati Giada Bocellari e Antonio De Rensis.
L’analisi forense estesa anche al pc di Chiara Poggi
“La difesa Stasi estenderà l’analisi forense, a questo punto, anche al computer di Chiara Poggi, per tutto quanto di interesse”, aggiungono i legali di Stasi. “Se un incidente probatorio deve essere promosso, infatti, alla luce delle nuove indagini in corso, è proprio su questo computer e non certo su quello di Alberto Stasi, che non potrà in nessun caso essere riprocessato e che, peraltro, è già stato oggetto di decine di consulenze e persino di due perizie, tutti documenti in atti”, concludono i legali.

