Glovo in tribunale: “I dati sui turni dei rider cancellati per motivi di privacy”

Glovo in tribunale: “I dati sui turni dei rider cancellati per motivi di privacy”
Protesta rider a Torino, foto di archivio (Foto LaPresse/Giordan Ambrico)

Quattro rider hanno intentato causa alla multinazionale del food delivery per chiedere il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato e il pagamento delle differenze contributive e retributive

Glovo ha cancellato “tutti i dati” sui turni di lavoro dei rider su indicazione del proprio “garante della privacy“. Lo ha detto il general manager del colosso del delivery per l’Italia, Rafael Narvaez Gracia, in Tribunale a Milano in una causa di lavoro intentata da quattro rider contro Foodinho srl, la società italiana che gestisce il servizio di consegne nella penisola, per chiedere il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato o di lavoro eterodiretto dal committente e ottenere il pagamento delle differenze contributive e retributive dal 2019 al 2025.

“Il nostro garante della privacy (responsabile trattamento dati personali, ndr) ci ha detto di cancellare tutti i dati e così è stato fatto”, ha detto il manager spagnolo, rispondendo a una domanda della giudice della Sezione Lavoro, Camilla Stefanizzi, come risulta dal verbale di udienza del 13 gennaio consultato da LaPresse. “Non ricordo il nome del responsabile privacy”, ha aggiunto il 39enne, subentrato l’1 settembre 2025 come direttore generale a Joaquín Vazquez, diventato il responsabile per l’Italia e il Sud-Est Europa.

La causa intentata da quattro rider

La decisione di cancellare i dati “pregressi” relativi ai turni dei rider, cruciali per accertare eventuali differenze di stipendio e nel versamento dei contributi previdenziali, sarebbe stata presa a partire dal 19 maggio 2025 su “indicazione del proprio consulente privacy”, ha ribadito l’avvocato della società, Marco Villani, giustificando la mancata produzione dei documenti che erano stati richiesti con “ordine di esibizione”. Quel materiale non sarebbe più esistente a seguito della “abolizione del sistema premiale”, ha sostenuto. Una spiegazione poco “plausibile”, l’ha definita l’avvocata Giulia Druetta, che assiste i lavoratori con il supporto del sindacato di base Slang Usb, e sarebbe “smentita dal fatto” che in un’altra causa identica a Milano iscritta nel 2025 “i dati in questione risultano essere stati depositati”.

Foodinho srl ha proposto ai quattro rider – su una forza lavoro complessiva di 28.836 fattorini, secondo i dati della Procura di Milano del 2020 che aveva avviato un’inchiesta a seguito di alcuni incidenti stradali – di “conciliare” la causa riguardante i 6 anni di rapporto di lavoro (ancora oggi in corso per tre di loro) pagando il 13,5 per cento della “domanda”. La società ha aggiunto di “non potere” riconoscere il rapporto di lavoro subordinato.

Interrogato dal tribunale sulle modalità di organizzazione del lavoro e di funzionamento dell’algoritmo che gestisce i rider, Rafael Narvaez Gracia ha spiegato: “Non sono informato sulla modalità di gestione del rapporto in precedenza. Non so se il rider può accettare l’ordine dopo aver fatto il check in o in qualsiasi momento della giornata. Non conosco il meccanismo premiale che è stato abolito nel maggio 2025” e “non so se il mancato check in entro dieci minuti dopo l’inizio del turno comporta la perdita dell’intera ora di lavoro”. Rispondendo a ulteriori domande, ha aggiunto: “Non mi risulta che sia stato stabilito un numero di corrieri eccedente il 20 per cento del necessario, non mi risulta che il corriere, che in caso di mancata consegna non riporti l’ordine in un determinato punto, venga multato per un importo pari al valore dell’ordine”. “Che io sappia – ha concluso -, non succede nulla”. 

Legale rider: “Glovo non segue regole, da 2020 nessun accertamento Inps”

“Dalle cause che ho seguito personalmente dal novembre 2020 in poi non mi risulta” che Glovo “abbia pagato alcun contributo Inps ai riders come lavoratori subordinati o etero-organizzati né che vi siano stati ulteriori accertamenti di Inps successivi a quell’anno”, ha dichiarato a LaPresse l’avvocata Giulia Druetta, legale dei quattro rider che hanno intentato causa alla multinazionale del food delivery davanti al Tribunale di Milano per chiedere il riconoscimento del rapporto di lavoro subordinato e il pagamento delle differenze contributive e retributive e che, nell’udienza di martedì, si sono sentiti rispondere dal general manager per l’Italia della società, Rafael Narvaez Gracia, che “tutti i dati” sui turni di lavoro sono stati cancellati su indicazione del proprio “garante della privacy”. “Glovo, così come le altre società del delivery, si comporta come se non dovesse seguire alcuna regola e lo fa con un’arroganza inedita”, commenta l’avvocata Druetta. “Queste società si sentono protette e credono di avere mano libera – conclude -: la realtà è che forse nell’attuale clima politico si sentono protette e la strategia sta funzionando”.

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