Corruzione e peculato. Sono le ipotesi di reato per cui la procura della Repubblica di Roma ha emesso un decreto di perquisizione nei confronti di quattro indagati, il presidente dell’autorità del Garante della Privacy, Pasquale Stanzione, e i componenti del collegio dell’Autorità, Ginevra Cerrina Feroni, Agostino Ghiglia e Guido Scorza.
Le indagini e le ipotesi di reato sul Garante della Privacy
Le indagini, delegate al nucleo di polizia economico finanziaria della guardia di Finanza, sono coordinate dal procuratore aggiunto Giuseppe De Falco. Nell’inchiesta della procura di Roma compaiono anche alcune tessere Volare Classe Executive, del valore di 6mila euro ciascuna, indicate dalla procura di Roma, tra le utilità contestate. Il quadro emerge dal decreto di perquisizione e sequestro eseguito dalla Guardia di Finanza su disposizione degli inquirenti Roma.
In particolare, nel capo di imputazione in cui si contesta la corruzione, si legge che gli indagati “in concorso tra loro, quali pubblici ufficiali, omettendo un atto del loro ufficio, ovvero non erogando alcuna sanzione se non una meramente formale alla società Ita Airways, a fronte del riscontro di irregolarità formali e procedurali nel monitoraggio delle comunicazioni e nella tenuta della comunicazione relativa al trattamento dei dati nonché mettendo comunque a disposizione i propri poteri e la loro funzione in favore della società di volo, ricevevano come utilità tessere ‘Volare’”.
Sul fronte del peculato, i magistrati di Roma contestano agli indagati che “avendo per ragioni del loro ufficio la disponibilità di denaro pubblico se ne appropriavano attraverso la richiesta di rimborsi per spese compiute per finalità estranee all’esercizio di mandato per un importo ancora da quantificare”. Sempre per questa fattispecie viene inoltre contestato di avere “utilizzato l’auto di servizio per finalità estranee alla funzione pubblica”.
Negli atti della Procura di Roma emergono delle verifiche sulla procedura sanzionatoria avviata nei confronti di Meta per l’immissione in commercio degli smart glasses. Dispositivi ottici che, secondo gli inquirenti, presentano “evidenti criticità sotto il profilo della tutela della privacy”, sia per chi li utilizza sia per i terzi potenzialmente coinvolti nelle riprese e nelle registrazioni.
Il 16 ottobre del 2024, infatti, come si legge nel decreto di perquisizione, in occasione dell’evento ComoLake 2024 “Meta aveva partecipato all’evento in qualità di partner, allestendo un’area espositiva con uno spazio dimostrativo dedicato proprio ai dispositivi. Rileva infine anche il fatto che in una memoria difensiva presentata dalla società al Garante si faccia riferimento a un intervento pubblico favorevole agli smart glasses da parte di un componente dell’autorità”.
Scrivono ancora i pm di piazzale Clodio, “è necessario acquisire tutta la documentazione relativa alle spese, comprensive di vitto, alloggio, missioni nonché a ogni ulteriore spesa gravante sull’Autorità”. Inoltre si sottolinea nel decreto che verrà acquisita “tutta la documentazione relativa alle istruttorie che abbiano interessato le società Ita Airways, Meta e Asi Abruzzo al fine di verificare l’esistenza di irregolarità che siano tali da integrare fattispecie di reato”. Spese che, secondo quanto segnalato dagli uffici amministrativi, “non erano inerenti all’attività lavorativa”.
Inoltre Stanzione, residente a Salerno, avrebbe stipulato un “contratto di locazione agevolata di immobile a uso abitativo” in piazza della Pigna, a Roma, con un canone di “euro 2.900 mensili”, lievitato poi ad “euro 3.700 mensili”. Verifiche anche per la “contiguità spaziale” dell’immobile in affitto con “altro immobile, sito al numero civico vicino dove risulta insistere una struttura ricettiva nella forma di B&B, riconducibile a società facente capo alle figlie del Presidente Stanzione”.
I servizi di Report
Sotto la lente della procura anche delle spese in una macelleria che nel triennio 2023-2025 avrebbero superano i seimila euro. “Ispezione e interrogatori della Guardia di Finanza negli uffici del Garante dalla Privacy. In seguito ai servizi di Report, la procura ha aperto un’indagine. Al centro delle inchieste ci sarebbero le spese di rappresentanza del Collegio. Le spese per la carne comprata dal presidente Stanzione addebitate al Garante e la mancata sanzione di circa 40 milioni di euro nei confronti di Meta per il primo modello di smart glasses commercializzato dalla società di Mark Zuckerberg: i Ray-Ban Stories”, ha scritto in un post su Facebook, il giornalista e conduttore di Report, Sigfrido Ranucci.

