Delitto Garlasco, Cassazione boccia l’inchiesta corruzione Venditti-Sempio: no al sequestro dei telefoni

Delitto Garlasco, Cassazione boccia l’inchiesta corruzione Venditti-Sempio: no al sequestro dei telefoni
L’ex procuratore aggiunto di Pavia Mario Venditti (Foto LaPresse/Nelson Hasanpapaj)

Dalla Suprema Corte arriva un “rigetto totale” del ricorso presentato dalla Procura di Brescia

La Corte di Cassazione boccia l’inchiesta della Procura di Brescia sull’ex procuratore aggiunto di Pavia, Mario Venditti, per la presunta corruzione in atti giudiziari con “20-30mila euro” che avrebbe ricevuto da Giuseppe Sempio, padre di Andrea Sempio, per archiviare la posizione del figlio nel 2017 dall’accusa di aver ucciso Chiara Poggi a Garlasco il 13 agosto 2007.

Dai giudici della sesta sezione penale della Suprema Corte arriva un “rigetto totale” del ricorso, presentato dal Procuratore di Brescia Francesco Prete e dalla pm Claudia Moregola, contro l’ordinanza con cui il Tribunale del riesame di Brescia il 17 novembre 2025 ha annullato i sequestri di tre telefoni, due pc, due Ipad, due hard disk e due chiavette usb in uso al magistrato 72enne in pensione, ed eseguito il 24 ottobre.

L’ipotesi di corruzione

Venditti era sotto accusa con l’ipotesi di aver ricevuto “20-30mila euro” per “favorire Sempio nel 2017”. Secondo il decreto di perquisizione della Procura bresciana “dagli appunti manoscritti sequestrati” il 14 maggio 2025 “presso l’abitazione dei genitori di Andrea Sempio” “emergerebbe che agli inizi del mese di febbraio 2017 – e dunque in concomitanza con le indagini conseguenti alla prima iscrizione” del 27enne di Vigevano nell’elenco degli indagati per l’omicidio di Chiara Poggi – “fosse stata proposta o comunque ipotizzata” una somma di denaro a Venditti “correlata alla archiviazione del procedimento” e “ricavabile dalla scritta ‘VENDITTI GIP ARCHIVLA X 20. 30. € euro‘” e con “l’archiviazione” che “è in effetti stata richiesta in data 15 marzo 2017 e accolta dal Gip in data 23.3.2017“.

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