Annalucia Cecere e Marco Soracco sono stati condannati per l’omicidio di Nada Cella, la segretaria di 24 anni uccisa a Chiavari nel 1996.
Cecere, imputata per omicidio aggravato dai futili motivi con esclusione dell’aggravante della crudeltà, è stata condannata a 24 anni mentre Marco Soracco, ritenuto colpevole di favoreggiamento, a due anni. È quanto ha stabilito la Corte D’Assise di Genova al termine di oltre sette ore di camera di consiglio prima della sentenza di primo grado. A dare lettura della sentenza il giudice Massimo Cusatti.
Annalucia Cecere, l’ex insegnante di Cuneo principale imputata e accusata di omicidio aggravato dai futili motivi, non ha mai presenziato in aula dall’inizio del processo nel gennaio 2025. Per lei l’accusa aveva chiesto la condanna all’ergastolo. Nelle tesi del pm la donna avrebbe ucciso in un gesto d’impeto spinta dalla gelosia.
La cugina di Nada Cella: “Sua madre ha pianto, non se lo aspettava”
“In questo momento sono un po’ frastornata. La soddisfazione è quella di avere avuto una corte che ha riconosciuto la responsabilità di questo omicidio. Ho pianto sì. In tanti prevedevano un’altra cosa e sono stata un po’ sorpresa. Ho già sentito la mamma di Nada, era in lacrime. Non se lo aspettava neanche lei”, ha detto la cugina della vittima, Silvia Cella. È stata lei, appena letta la sentenza, a dare notizia alla madre di Nada, Silvana Smaniotto, che ha atteso nella sua abitazione di Chiavari il verdetto della corte d’Assise a trent’anni dalla morte della figlia.
La legale della famiglia Cella: “Ci abbiamo creduto fino alla fine”
“Un momento importantissimo per noi, non riuscirò mai a spiegare quanto. Cambia per tutti quelli che hanno ancora la necessità di capire, questo processo offre una speranza a molte persone, è stato difficile e coraggioso e senza una procura che ha messo l’impegno che ha messo non saremmo qua. Nessuno ha mollato, ci abbiamo creduto fino alla fine“, ha affermato l’avvocata Sabrina Franzone, legale di parte civile della famiglia Cella.
La cugina di Nada Cella: “Processo che non pensavamo mai di avere”
“È un’attesa strana, dopo trent’anni ci troviamo a un processo che mai avremmo pensato di avere: è un’attesa più lunga del previsto e comprendo benissimo che sia un lavoro non semplice”, ha detto Silvia Cella prima della sentenza. “Gli anni sono tanti, noi abbiamo bisogno di sapere la verità“, ha affermato la parente, l’unica tra i familiari ad essersi presentata in tribunale.
Il legale di Cecere: “Sentenza non ci soddisfa”
“Una sentenza che non ci soddisfa, è stata esclusa una aggravante ma dobbiamo leggere le motivazioni. Sinceramente non riesco a comprendere come si sia potuti arrivare ad una affermazione di responsabilità in un caso del genere”, ha dichiarato l’avvocato Giovanni Roffo, legale di Anna Lucia Cecere, condannata a 24 anni con sentenza di primo grado dalla Corte d’Assise di Genova.
Soracco: “Non me lo aspettavo, speravo finisse oggi”
“Sono trent’anni che sono in mezzo a tutto questo: non me l’aspettavo, pensavo fosse stata recepita la mia estraneità e speravo che finisse oggi. La condanna a Cecere? Non mi riguarda, penso alla mia posizione”, ha detto Marco Soracco, condannato a due anni per favoreggiamento nel delitto di Nada Cella. Nei suoi confronti sono erano stati chiesti quattro anni di reclusione. “Se è fondata è stata fatta giustizia, se non è fondata invece no”, ha aggiunto commentando la sentenza.
“Siamo arrivati nel trentesimo anno. Diciamo che sono fiducioso che venga riconosciuta per com’è la situazione e cioè totalmente infondata come accusa, però aspettiamo”, aveva detto il commercialista di Chiavari prima di entrare in aula.

