Chiara Ferragni prosciolta per il Pandorogate: ecco la sentenza

Chiara Ferragni prosciolta per il Pandorogate: ecco la sentenza
Chiara Ferragni, Milano, 19 dicembre 2025 (Foto di Marco Ottico/LaPresse)

Cade l’accusa di truffa aggravata per oltre 2 milioni di euro

Il Tribunale di Milano ha prosciolto Chiara Ferragni dall’accusa di truffa aggravata per oltre 2 milioni di euro nella vicenda del Pandorogate, della pubblicità ingannevole legata alla beneficenza e alle vendite del ‘Pandoro Pink Christmas’ di Balocco del Natale 2022, nonché delle uova di Pasqua ’21-’22 di Dolci Preziosi. La sentenza di non luogo a procedere è stata letta dal giudice Ilio Mannucci Pacini nell’aula della terza sezione penale pochi istanti fa.

Caduta l’aggravante della minorata difesa dei consumatori tratti in “inganno“, che la Procura di Milano definiva nelle “modalità di veicolazione del messaggio” sul web dove Ferragni godeva di credibilità indiscussa, il reato di ‘truffa’ semplice è improcedibile e si è estinto a seguito dei risarcimenti versati dall’imprenditrice, per oltre 3,4 milioni di euro, alle associazioni dei consumatori Adicu, Codacons e a una signora di 76 anni che aveva acquistato diversi pandori per beneficenza. Tutte le parti hanno infatti ritirato le querele a seguito di accordi, tranne la ‘Casa del Consumatore’, costituita parte civile nel processo con rito abbreviato per chiedere i danni ma senza aver presentato una querela in fase di indagini. 

Prosciolti anche Damato e Cannillo

Prosciolti per le stesse ragioni  (caduta dell’aggravante e di conseguenza improcedibilità del reato di truffa per remissione di querela) anche il suo ex braccio destro Fabio Damato, già manager delle società titolari dell’immagine della 38enne per cui era stata chiesta la stessa pena, e l’amministratore delegato e presidente di Cerealitalia-ID, Francesco Cannillo (un anno era la richiesta del pm). Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro 90 giorni.

Ferragni: “Finito un incubo, giustizia è stata fatta”

“Sono molto contenta di riprendere in mano la mia vita, è finito un incubo, sono stati due anni molto duri, avevo fiducia nella giustizia e giustizia è stata fatta”. Queste le prime parole di Chiara Ferragni uscendo dal tribunale.

Ferragni: “Le persone che contano ci sono sempre state”

“Ho perso poche persone, le persone che contano ci sono sempre state“, ha aggiunto l’influencer che ha detto di essersi commossa in aula alla lettura del dispositivo. “Siamo tutti persone umane e queste cose toccano nel profondo”. “Sono contenta di poter parlare, per due anni non ho detto niente per rispetto delle istituzioni e di questo procedimento”, ha affermato ancora ringraziando i suoi follower per esserle rimasti “vicini”.

Il legale di Ferragni: “Cittadina modello, sia di esempio a tutti”

“Chiara io l’ho ammirata in questi due anni perché è stata una cittadina modello, potrebbe essere di esempio a tutti per il rispetto che ha portato prima alla pubblica amministrazione e all’Autorità garante della concorrenza e del mercato e poi all’autorità giudiziaria e questo è stato ripagato con la giustizia”, ha detto Giuseppe Iannaccone, legale dell’imprenditrice di Cremona. “Se tutti i cittadini si comportassero come Chiara sarebbe una gran bella cosa”. “Ho sempre pensato che fosse innocente e questo è stato acclarato in Tribunale. Il rispetto che ha portato nei confronti dell’autorità giudiziaria è di esempio a tutti perché in questo Paese la giustizia c’è“, ha aggiunto.

Casa del Consumatore: “In migliaia esclusi dai risarcimenti”

La Casa del Consumatore” ha affrontato la “difficile battaglia” del processo a Chiara Ferragni “nell’interesse esclusivo di centinaia di migliaia di consumatori esclusi da qualsiasi formula di accordo” ma “il mancato riconoscimento dell’aggravante ha determinato il non luogo a procedere per gli imputati” essendo solo “pochi consumatori in possesso di titoli di acquisto trovato accordo transattivo”. Così l’avvocato Aniello Chianese, legale dell’unica associazione dei consumatori che era rimasta parte civile nel processo per truffa aggravata a carico dell’influencer, chiuso con una sentenza di proscioglimento. “Il ruolo delle associazioni consumatori – prosegue il legale – risulta cruciale dinanzi a truffe di siffatta dimensione, che impediscono al singolo di agire a causa dell’esiguità della somma truffaldinamente sottratta”.

Ferragni prima della sentenza: “Tranquilla e fiduciosa”

“Sono tranquilla e fiduciosa”, aveva detto l’influencer entrando in aula prima della sentenza. Lo scorso 25 novembre il procuratore aggiunto di Milano Eugenio Fusco e il sostituto Cristian Barilli avevano chiesto una condanna di un anno e otto mesi, oggi respinta. Gli avvocati dell’imprenditrice, Giuseppe Iannaccone e Marcello Bana, il 19 dicembre avevano però ribadito l’innocenza della loro assistita da ogni “punto di vista” sottolineando che Ferragni aveva già risarcito.

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