Giampaolo Amato, confermato l’ergastolo per l’ex medico della Virtus

Giampaolo Amato, confermato l’ergastolo per l’ex medico della Virtus
Giampaolo Amato al processo d’appello a Bologna (Foto LaPresse/Calamosca)

L’oculista 62enne è accusato di aver ucciso le due donne con un mix di farmaci nel 2021

La Corte d’Assise di Bologna ha confermato la condanna all’ergastolo per Giampaolo Amato, ex medico della Virtus, accusato di aver ucciso la moglie Isabella Linsalata, 62 anni, e la suocera Giulia Tateo, 87 anni, morte nel 2021 per avvelenamento a distanza di 22 giorni una dall’altra.

La corte ha confermato “l’impugnata sentenza”: al momento della lettura del dispositivo, Amato, che era in piedi, si è seduto, ripiegandosi su se stesso. La corte ha disposto la riduzione del risarcimento alla sorella della moglie, Anna Maria Linsalata, constituitasi parte civile. Il 66enne è stato condannato al pagamento delle spese processuali: secondo le accuse, l’ex oculista, avrebbe ucciso le due donne con un mix di farmaci. Le motivazioni saranno depositate in 90 giorni.

Sorella vittima: “Soddisfatta sentenza ma è stata durissima”

In aula c’era anche la sorella e figlia delle due donne uccise. “Mia sorella non c’è più e mia mamma nemmeno e sentire delle cose inaccettabili sul conto di mia sorella da persone che la conoscevano bene, anche il vocio di tante persone che a Bologna parlano, non mi interessa. Per me era importante la verità: sono soddisfatta, è stata durissima. Ero preparata ma non pensavo. Sono contenta, so che mia sorella mi ha accompagnata in questo percorso e mia mamma anche”, ha dichiarato Anna Maria Linsalata, sorella di Isabella, moglie di Giampaolo Amato, dopo la conferma dell’ergastolo per l’ex medico della Virtus. 

Giampaolo Amato al processo d’appello: “Io innocente

“Io sono innocente”. Lo ha dichiarato l’ex medico della Virtus, Giampaolo Amato, a Bologna al termine dell’appello per l’omicidio della moglie e della suocera. L’uomo durante le sue dichiarazioni ha detto anche: “Ho dedicato tutta la mia vita alla cura e alla salute dei pazienti” e sulla morte delle familiari ha aggiunto che “la sola idea che si pensi che io possa aver fatto del male a Isabella e ai nostri figli, per me, è insopportabile; sono stato dipinto come una persona che non sono mai stato”.

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