Al via la manifestazione contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna a Torino: circa un migliaio le persone già presenti poco fuori da Palazzo Nuovo. Nel corso dei primi interventi, gli attivisti hanno annunciato che il 17 gennaio sarà indetta una assemblea nazionale nel capoluogo piemontese in vista di un corteo il 31 gennaio. Ingenti le misure di sicurezza con le forze dell’ordine schierate in strada: al momento la protesta si sta svolgendo senza problemi. I manifestanti, inoltre, hanno ricordato l’imam Mohamed Shahin e la sua vicenda, al centro anche di una recente polemica politica.
Il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, questa sera ha parlato telefonicamente con il capo della Polizia, Vittorio Pisani, per informarsi sulle condizioni degli agenti feriti a Torino. Con l’occasione, Piantedosi ha chiesto a Pisani di far pervenire al questore di Torino, Paolo Sirna, l’apprezzamento per la professionalità e l’equilibrio dimostrati per l’ennesima volta dalle forze di polizia che anche oggi hanno dovuto fronteggiare violenze e intemperanze di ogni genere.
Salgono a 9 gli agenti feriti tra le forze dell’ordine dopo gli scontri avvenuti nel pomeriggio a Torino contro gli antagonisti alla manifestazione per Askatasuna. Molti di loro sono stati colpiti dagli oggetti lanciati in occasione delle tensioni, alcuni sono stati raggiunti al viso da schegge di vetro a seguito del lancio di bottiglie.
“Gli amici di Cgil, Arci, Avs e delle associazioni del quartiere Vanchiglia create per tenere in piedi il Circo Barnum delle sinistre torinesi e di Askatasuna, insieme con i ‘rinforzi’ venuti da tutta Italia a Torino, anche oggi stanno mostrando il loro vero volto. La loro vocazione è la minaccia, la violenza, l’aggressione, la guerriglia urbana. C’è da domandarsi perché dei ‘bravi ragazzi’, ai quali, nella narrativa post sgombero delle sinistre, viene consegnato il tè caldo da una dolce vecchiettina, decidano oggi di coprirsi il volto. Forse perché si vergognano? Eh no, serve per occultare le loro identità, mentre scrivono sui muri, per dare l’assalto a presidi di agenti, per incendiare cassonetti, per lanciare bottiglie a chi difende quei cittadini e commercianti che ogni giorno si alzano, vanno a lavorare, pagano le tasse che sono servite per mantenere spesato un centro illegale come Askatasuna e magari, se si indagasse, molti di loro risultano nullatenenti. La nostra solidarietà va agli agenti che stanno difendendo in questa giornata prenatalizia i torinesi, garantendo la normale vita quotidiana”. Così il senatore Roberto Rosso e Marco Fontana, rispettivamente segretari Provinciale e Cittadino di Forza Italia. “E poi siamo vicini all’assessore Marrone che ha subito lo sfregio di scritte minacciose, sapendo che non si farà intimidire: gesti come questi ci convincono a raddoppiare gli sforzi per spazzare via dalla politica torinese quella cappa di connivenza che ancora ieri il sindaco Lo Russo ha continuato a sostenere, confermando di voler proseguire sul modello del progetto ‘kulturale’ precedente. Per noi esiste la cultura non la ‘kultura’ di chi non conosce neppure i valori fondanti della Costituzione”, concludono.
“Da una parte donne e uomini in divisa, che difendono la legalità. Dall’altra parte i soliti violenti, figli di papà frustrati e falliti, che oggi hanno mandato sette agenti all’ospedale. Lo sgombero di Askatasuna è solo l’inizio. Ruspe sui centri sociali covi di delinquenti”. Lo scrive su Facebook il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini, postando un video degli scontri alla manifestazione di oggi a Torino.
“A Torino siamo di fronte alla pretesa di imporre l’illegalità come metodo politico e di dichiarare guerra allo Stato. Gli scontri, i cassonetti in fiamme, gli oggetti lanciati contro la Polizia e le scene di guerriglia urbana dimostrano che chi parla di repressione sta in realtà legittimando un sistema che usa la violenza per difendere un’occupazione abusiva. Difendere Askatasuna, o ammantare di narrazioni ideologiche la sua chiusura, significa coprire l’illegalità e autorizzare implicitamente chi pensa di potersi sostituire allo Stato di diritto. È una responsabilità grave, perché ogni parola spesa in quella direzione diventa benzina su un conflitto che poi ricade sulle spalle delle Forze dell’ordine e di tutti i cittadini. Esprimiamo pieno sostegno all’azione dello Stato, così come condividiamo e apprezziamo la linea del ministro Piantedosi: avanti con gli sgomberi, senza distinzioni ideologiche e senza zone franche. Quanto sta accadendo a Torino è un messaggio chiaro: lo Stato democratico non accetta che la violenza antagonista diventi una forma di rappresentazione politica. E chi continua a giustificarla dovrà assumersi la responsabilità morale di ciò che accade in piazza”. Così in una nota Domenico Pianese, segretario del Sindacato di Polizia Coisp.
“Le scene di guerriglia urbana a Torino e gli attacchi alle forze dell’ordine non hanno nulla a che vedere con la protesta: sono l’ennesima, inaccettabile manifestazione di violenza e confermano che lo sgombero di Askatasuna è stato un atto necessario e responsabile. Di fronte a un estremismo sempre più pericoloso è indispensabile una condanna netta e unanime: non può esserci tolleranza né ambiguità verso chi tenta di riportare l’Italia agli anni più bui. Esprimo tutta la mia solidarietà alle donne e agli uomini in divisa, ancora una volta bersaglio di odio e aggressioni”. Così Mara Carfagna, segretaria di Noi Moderati.
È di sette feriti tra le forze dell’ordine il bilancio degli scontri avvenuti oggi a Torino nel corso della manifestazione indetta contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. Gli agenti sono rimasti feriti in particolare a seguito del lancio di bottiglie e oggetti da parte degli antagonisti, che hanno usato contro le forze dell’ordine anche dei mattoni.
Si è concluso in piazza Gran Madre a Torino, davanti alla chiesa, il corteo contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. I manifestanti hanno rilanciato le date delle prossime iniziative, annunciando per il 31 dicembre una manifestazione per le strade della città. Il 17 gennaio è prevista una assemblea nazionale, a Torino, mentre il 31 gennaio ci sarà una manifestazione che gli antagonisti definiscono ‘nazionale’, sempre nel capoluogo piemontese. Nella fase finale della manifestazione qualcuno tra i manifestanti ha proiettato delle luci sui palazzi della piazza con le scritte ‘Sbirri di merd*’, ‘Meloni dimettiti’ e ‘Aska libera’.
“Eccola la vostra democrazia, la vostra maledetta violenza, la barbarica voglia di sfasciare la nostra benedetta democrazia. Fate cose schifose e c’è chi continua non solo a giustificare tutto questo, ma anche a esaltarlo. Non ci fate paura, ma solo tristezza”. Così il ministro per la Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, rivolgendosi ai militanti di Askatasuna di Torino. “Siete gli stessi che non molti decenni fa – ha aggiunto – portarono il terrore nelle nostre strade, ma stavolta fidatevi, non ci riuscirete. Siete gli stessi, voi di Askatasuna, avete le stesse facce da figli di papà, buona razza non mente. Avete gli stessi occhi cattivi. E guardate negli occhi quella brava gente, ragazze e ragazzi delle Forze dell’Ordine che cadono feriti, che rischiano la vita per le vostre schifose fantasie rivoluzionarie. La Democrazia, chi governa, Forza Italia e io stiamo con le Forze dell’Ordine”. “I torinesi stanno con lo Stato non con l’antiStato. Ascoltate, tra una vostra schifezza e l’altra, cosa dice e scrive la brava gente di voi”, ha concluso Zangrillo.
“Le immagini di guerriglia urbana e di bombe carta contro la polizia che arrivano da Torino sono inaccettabili e confermano quanto ho già dichiarato: lo sgombero di Askatasuna era inevitabile. Dal centro sociale sono arrivate violenze non difendibili e di fronte alle quali non ci può essere spazio per il buonismo. Tuttavia, il governo non pensi di strumentalizzare questi fatti per rifarsi una verginità sulla legalità e sul trattamento agli agenti. Questo è il governo dell’insicurezza: i reati sono in crescita e aumentano di pari passo con la carenza di personale delle forze dell’ordine. Invece di propinarci la solita propaganda di bassa lega, stanzino i soldi per assumere agenti, non farli vivere nella precarietà e non farli andare in pensione più tardi. E aprano finalmente gli occhi davanti all’occupazione di CasaPound, perché la legge deve essere uguale per tutti”. Lo scrive in una nota Chiara Appendino, deputata del Movimento 5 Stelle ed ex sindaca di Torino.
“La manifestazione di Askatasuna si svolge secondo un triste copione: bombe carta, incendi e distruzione di tutto ciò che incontra sulla sua strada come sta accadendo a Torino. Il corteo partito con bambini e famiglie in prima fila, dopo qualche metro ha cambiato scena e in prima fila tornano incappucciati e violenti, in spregio alla legge Reale approvata esattamente mezzo secolo che fa divieto ai manifestanti di travisare il viso”. Lo dichiara Daniela Ruffino, deputata e segretaria regionale di Azione in Piemonte. “La violenza non prepara il dialogo e il confronto. Il richiamo alla ‘Torino partigiana’, come recita uno striscione, è offensivo per la memoria di tutti quei partigiani che hanno lottato per la pace e la libertà delle idee e delle opinioni. Askatasuna conosce soltanto il linguaggio della violenza e uno Stato democratico- e sottolineo democratico – ha il dovere di reprimere ogni forma di violenza e di prevaricazione perché con esse è a rischio la democrazia. E quel centro sociale non ama le pratiche degne di una democrazia. La violenza non ha colore politico, non è di destra o di sinistra: è semplicemente contro la democrazia”, conclude.
Scontri in corso a Torino lungo corso Regina Margherita e nelle vie adiacenti dove una parte dei manifestanti si è staccata dal corteo e ha iniziato a lanciare bottiglie contro le forze dell’ordine. Ribaltati e dati alle fiamme alcuni cassonetti, a formare una barricata: dai manifestanti sono stati lanciati anche fuochi d’artificio.
Scontri a Torino tra la polizia e i manifestanti al corteo contro lo sgombero di Askatasuna con lancio di lacrimogeni e idranti in azione sugli attivisti. La tensione è salita quando i manifestanti si sono mossi su corso Regina Margherita all’angolo di via Vanchiglia nel tentativo di avvicinarsi alla sede al civico 47 di Regina Margherita appena sgomberata, incontrando il muro delle forze di polizia a difesa della zona che ha azionato idranti e lanciato lacrimogeni.
Numeri diversi ma che indicano in ogni caso una grande partecipazione al corteo contro lo sgombero di Askatasuna in corso ora a Torino. Per gli organizzatori sarebbero 10mila le persone per le vie del capoluogo piemontese; circa 3mila per la Questura. Nel corso della manifestazione dagli altoparlanti gli organizzatori hanno fatto sentire un messaggio di solidarietà di Zerocalcare. “Non mi immagino Torino senza Askatasuna e spero che questo non accadrà mai”, ha detto in un passaggio del suo messaggio l’artista e fumettista.
Diverse famiglie e molti bambini sono in testa al corteo che ha preso il via da Palazzo Nuovo a Torino contro lo sgombero del centro sociale Askatasuna. ‘Famiglie con Askatasuna’, ‘L’Aska non si tocca’, ‘L’Asca è un posto di tutt*’ sono alcuni dei cartelloni che vengono portati in corteo dai bambini. La manifestazione è partita verso le vie della città.

