Le news in diretta dallo sciopero generale proclamato dalla Cgil per oggi venerdì 12 dicembre contro la manovra di bilancio. La mobilitazione riguarda tutti i settori, pubblici e privati. Possibili disagi per chi prende treni e mezzi pubblici. Ecco tutti gli aggiornamenti in diretta.
“Visto che è il venerdì classico di sciopero, stiamo però garantendo, ad esempio, sulla tratta Roma-Milano il 100% della percorrenza dell’alta velocità”. Così il vicepremier e ministro delle Infrastrutture e dei trasporti, Matteo Salvini, all’intitolazione a San Francesco d’Assisi del ponte dell’Industria a Roma. “Quindi, evidentemente, al di là del delle idee di ciascuno, siamo in democrazia e viva la libertà delle idee. Se abbiamo appena rinnovato il contratto a 90mila ferrovieri con un aumento medio di 230 euro al mese, piuttosto che nella scuola a 1.200.000 docenti e personale scolastico per un aumento medio superiore ai 200 euro – aggiunge – è chiaro che i lavoratori e le lavoratrici vedono cosa sta cambiando e poi agiscono di conseguenza. E mi sembra che le bassissime percentuali di adesione che garantiscono lo studio, la mobilità e la salute oggi a milioni di italiani, sono la risposta migliore che si potesse dare”.
Mezzo milione di lavoratrici e lavoratori, pensionate e pensionati, cittadine e cittadini, hanno partecipato alle oltre cinquanta manifestazioni organizzate sul territorio nazionale a sostegno dello sciopero generale proclamato dalla Cgil per l’intera giornata di oggi in tutti i settori, pubblici e privati, contro una legge di bilancio ritenuta ingiusta e dannosa. Lo fa sapere il sindacato. A Firenze, al corteo concluso in piazza del Carmine dal segretario generale Maurizio Landini, si è registrata una presenza di circa 100 mila partecipanti. Da tutta Italia sono arrivati messaggi chiari: aumentare salari e pensioni, fermare l’innalzamento dell’età pensionabile, contrastare la precarietà, introdurre una riforma fiscale equa e progressiva e vere politiche industriali e per il terziario, dire no al riarmo e chiedere maggiori investimenti in sanità e istruzione. L’adesione media nazionale allo sciopero generale, secondo i dati finora pervenuti, si attesta intorno al 68%. Uno sciopero che arriva dopo un lungo percorso di mobilitazione che ha visto la partecipazione di centinaia di migliaia di lavoratrici e lavoratori alle circa 14 mila assemblee organizzate nei luoghi di lavoro. “La maggioranza delle lavoratrici, dei lavoratori, delle pensionate e dei pensionati, la maggioranza cioè di chi tiene in piedi questo Paese – ha dichiarato Landini – non condivide e non accetta la manovra economica di questo Governo. La giornata di oggi dimostra in modo ancor più evidente la necessità di un cambiamento”.
Secondo i dati pervenuti al Ministero dell’Istruzione e del merito, “sarebbero molto basse le adesioni allo sciopero indetto dalla Cgil: alle 15, con una rilevazione sul 51,88% delle scuole, l’adesione nazionale è del 3,86% fra le più basse registrate in questi ultimi 3 anni”. Lo comunica il Mim in una nota.
“È stata alta l’adesione tra le metalmeccaniche e i metalmeccanici allo sciopero generale di oggi proclamato dalla Cgil contro la legge di stabilità del Governo Meloni. La riuscita dello sciopero, l’ampia partecipazione ai cortei e alle manifestazioni in tantissime piazze italiane e delle metalmeccaniche e dei metalmeccanici, testimoniano il fallimento della politica economica e sociale del Governo, che mai come adesso si dimostra incapace di dare risposte concrete al crescente disagio, alla dilagante precarietà e alla crisi, anche quella industriale, che così duramente colpisce larga parte delle lavoratrici e dei lavoratori”. Così in una nota la Fiom-Cgil nazionale. In particolare, “le piazze hanno rivendicato l’aumento dei salari, la riduzione della tassazione sul lavoro dipendente, l’abbassamento dell’età di pensionamento, il rafforzamento della sanità e della scuola pubblica. Anche per queste ragioni è forte tra i lavoratori il contrasto alla politica di riarmo del Governo Meloni e all’aumento delle spese militari”. “Con lo sciopero, dalle metalmeccaniche e dai metalmeccanici, arriva forte la richiesta al Governo di investimenti pubblici e di politiche industriali per contrastare la crisi, rilanciare la produzione, salvaguardare l’occupazione, e garantire un futuro all’industria nel nostro Paese”, sottolinea la Fiom.
“Sciopero Cgil che si avvicina al fallimento, contraddicendo le aspettative. Suona una campana d’allarme sulle ambizioni politiche di Maurizio Landini. Ha tirato la corda che si è lisa perché ormai è il segreto di Pulcinella che questi richiami alla lotta di piazza e allo sciopero selvaggio servono solo a misurare il suo indice di gradimento politico nel gotha dei pretendenti alla leadership della sinistra. Lo sciopero odierno ha ben poco risalto anche nei quotidiani d’area, il trasporto ferroviario sta funzionando meglio del previsto, vedremo domani gli esiti negli altri settori. Ma il clima è cambiato e Landini se ne è accorto. Il suo dispetto si è indirizzato contro il ministro Matteo Salvini, citato più volte dal sindacalista in un passaggio televisivo, segno che Salvini sta lavorando bene e sta centrando il problema nel sostenere il diritto degli italiani a muoversi, curarsi, andare a scuola e a non rimanere ostaggi dei velleitarismi dei capipopolo di turno. La Cgil è rimasta sola, la triplice è un vago ricordo, segno che Cisl e Uil hanno imboccato la strada di un sindacato più moderno e progressista. Al di là del diritto di sciopero che è sacrosanto, le motivazioni addotte dalla Cgil per quello odierno sono astratte, più politico/ideologiche che altro. La realtà del Paese è sotto gli occhi di tutti, mentre la Cgil sta cavalcando un’onda disfattista e perfino violenta che disturba e inquieta l’opinione pubblica. Non è la piazza il posto della contrattazione ma i tavoli dove ci si confronta con le sigle datoriali e il Governo, probabilmente anche in Cgil c’è chi lo capisce molto bene e non vede l’ora di poterlo dimostrare”. Così in una nota il deputato della Lega Jacopo Morrone.
In mille hanno preso parte stamattina a Trento al corteo promosso dalla Cgil in occasione dello sciopero generale contro la manovra. La segretaria generale della Cgil Agb, Cristina Masera, a nome delle confederazioni di Trento e Bolzano, ha detto della legge di bilancio “che non fa bene a chi lavora e non fa bene al nostro Paese. Una scelta, quella del governo, che non vede un futuro per i giovani né costruisce risposte contro una precarietà che li attanaglia. Anche nella nostra regione diminuiscono i posti di lavoro stabili e crescono quelli precari. Il caro vita mette in difficoltà le famiglie, in un territorio che ha registrato aumenti dell’inflazione tra i più alti d’Italia. In questo scenario drammatico per molta parte dei cittadini il governo Meloni non vuole prendere i soldi dove ci sono. Abbiamo proposto una tassazione di solidarietà a chi ha un reddito superiore ai 2 milioni di euro. Quelle persone restano comunque ricche, ma in questo modo si potrebbero avere risorse in più per la sanità pubblica e l’istruzione. Anche sulla politica industriale il governo dimostra di non avere visione. Siamo qui per cambiare una finanziaria che oggi non fa nulla per i cittadini e aumenta le spese militari”. Il corteo, a ridosso del commissariato del governo, si è fermato e ha dedicato un minuto di silenzio a tutte le vittime delle guerre, ribadendo “la contrarietà ad una manovra che taglia la spesa sociale per avere risorse da destinare alla spesa militare“.
A migliaia in piazza anche a Genova questa mattina per il lungo corteo nell’ambito dello sciopero nazionale contro la legge di bilancio del governo. Nel capoluogo ligure la manifestazione regionale con arrivi da tutte le province e il corteo che ha attraversato la città dalla Stazione marittima alla sede della prefettura. Pensioni e stipendi, il contrasto alle misure previste nella manovra ma anche la riforma della sanità regionale appena approvata tra i temi della mobilitazione. Giornata complicata anche in Liguria per servizi e mobilità, le ferrovie restano in Sciopero fino a mezzanotte, salvo la fascia 18-21 garantita per gli spostamenti su treni regionali e treni a lunga percorrenza. Sul trasporto pubblico urbano, in Amt Genova i lavoratori si asterranno per l’intera giornata salvo la fascia 17-21.
“Fanno bene ad avere qualche timore, avere qualche paura, perché non ci fermano. Non so come dirlo, non ci fermano e siccome siamo convinti di rappresentare la maggioranza del Paese, andremo avanti fino a quando questa battaglia l’abbiamo vinta“. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione dello sciopero generale indetto contro la manovra finanziaria del governo, parlando a Firenze, dal palco in piazza del Carmine, dove si conclude la manifestazione regionale.
“In questi mesi ho girato l’Italia in lungo e in largo, dal Piemonte alla Puglia passando per la Lombardia e il Molise. Sono stata ai cancelli degli stabilimenti Eni, a Termoli dove probabilmente la Gigafactory non ci sarà mai, alle tante delocalizzazioni e crisi del nostro territorio: Iveco, Italdesign, Lear, Stellantis. Il sentimento è sempre lo stesso: la paura di perdere il proprio posto di lavoro e la dignità del lavoro. Non sono solo vertenze sindacali, non è solo lo sciopero generale della Cgil a cui siamo oggi: sono famiglie, sono vite sospese. Ho portato le loro voci e la loro rabbia in Parlamento insieme alle nostre proposte: il fondo per il sostegno ai cassintegrati, il salario minimo, la legge Olivetti e la Millionaire tax per ridurre le diseguaglianze. Non è possibile che si trovino sempre soldi per le armi e che chi delocalizza prenda soldi dallo Stato. Basta: la priorità sono i lavoratori e i loro stipendi. Un Paese in cui chi lavora e si spacca la schiena è povero non è il Paese che vogliamo. Ecco perché siamo al loro fianco e continueremo a esserlo”. Così la deputata del M5S, Chiara Appendino, dalla piazza di Torino nel giorno dello sciopero generale della Cgil.
Sarebbero centomila, secondo la Cgil, i partecipanti alla manifestazione di Firenze in occasione dello sciopero generale indetto dal sindacato contro la manovra finanziaria del governo, con un’astensione dal lavoro intorno al 70% sul territorio. Questi i numeri sono stati diffusi dal palco in piazza del Carmine prima dell’intervento del segretario generale della Cgil Maurizio Landini, che ha concluso la manifestazione.
“Non solo attaccano lo sciopero se lo fai di venerdì. No, stanno attaccando il diritto di sciopero, non giriamoci intorno“. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione dello sciopero generale indetto contro la manovra finanziaria del governo, parlando a Firenze dal palco in piazza del Carmine, dove si conclude la manifestazione regionale. “Questo governo e Fratelli d’Italia – ha ricordato Landini – avevano presentato, e hanno detto che ripresenteranno, un disegno di legge, un emendamento in legge di Bilancio che diceva che quando c’è uno sciopero generale i lavoratori devono dire se intendono aderire o non aderire dieci giorni prima. Lo hanno formalmente ritirato. Oggi le piazze sono piene e loro possono fare tutte le trasmissioni televisive, comprarsi tutti i giornali che vogliono, ma la gente sta capendo esattamente quello che sta succedendo”.
“Parlo con chiarezza: l’atteggiamento di questo governo nei confronti dei lavoratori, degli studenti, di chi scende in piazza per rivendicare diritti fondamentali come l’istruzione, la salute, uno stipendio dignitoso, è fuori da ogni logica democratica. Mentre in questo Paese si taglia ovunque — sanità, scuola, servizi essenziali — la maggioranza trova il tempo e i soldi per finanziare il Ponte sullo Stretto: 14 miliardi di euro di denaro pubblico per un’opera bocciata a più riprese. È una scelta politica che non ha nulla a che vedere con l’interesse nazionale”. Così Angelo Bonelli, deputato di AVS e co-portavoce di Europa Verde, da Firenze allo sciopero indetto dalla CGIL. “E poi ci sono le parole, gravissime, dei rappresentanti del governo. Da Matteo Salvini, che parla di “ponti” e di giorni di festa mentre ignora volutamente le ragioni di chi protesta, fino alla ministra Bernini che ieri, dal palco, ha urlato contro due studenti che la contestavano. Un comportamento indegno di un membro del governo della Repubblica. Questo esecutivo non risponde nel merito, non ascolta, non dialoga: insulta. È il segno più evidente della sua inadeguatezza. Questo governo va mandato a casa. Chi calpesta i diritti e delegittima il dissenso non può guidare il Paese”, aggiunge.
“C’è oggi un obiettivo esplicito della politica e del governo ancor di più: mettere in discussione l’esistenza stessa del sindacato confederale come soggetto che ha diritto di negoziare alla pari col governo. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione dello sciopero generale indetto contro la manovra finanziaria del governo, parlando a Firenze, dal palco in piazza del Carmine, dove si conclude la manifestazione regionale.
“Il 10 ottobre – ha ricordato Landini – abbiamo fatto l’unico incontro sulla legge di bilancio con il ministro Giorgetti, ma a quell’incontro la presidente del Consiglio e i due vicepremier non sono venuti perché quel giorno erano a Firenze. E anziché venire all’incontro con i sindacati sulla legge di bilancio avevano ritenuto più importante venire a Firenze a chiudere la campagna elettorale per le elezioni regionali”.
“Da dove vengono le morti sul lavoro, che non stanno calando ma aumentando? La maggioranza di chi muove sul lavoro sono lavoratori precari, oppure lavoratori in nero o di ditte che lavorano in subappalto. Non si muore per sfortuna ma a causa di un modello di fare impresa fondato sullo sfruttamento, un modello di fare impresa che uccide e che mette in conto che si può anche morire”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione dello sciopero generale indetto contro la manovra finanziaria del governo, parlando a Firenze, dal palco in piazza del Carmine, dove si conclude la manifestazione regionale.
“Siamo di fronte a un processo esplicito di privatizzazione del Sistema sanitario nazionale e del sistema scolastico e questo è un elemento di ingiustizia di fondo”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione dello sciopero generale indetto contro la manovra finanziaria del governo, parlando a Firenze dal palco in piazza del Carmine, dove si conclude la manifestazione regionale.
“Diciamo al Governo che c’è ancora lo spazio per cambiare la manovra di bilancio”. Così Maria Grazia Gabrielli, segretaria nazionale della Cgil, parlando con i cronisti in piazza del Crocifisso ad Ancona alla manifestazione regionale per lo sciopero. Per la sindacalista “è una manovra di bilancio sbagliata”, perché “non risponde alle esigenze dei lavoratori e dei pensionati di questo Paese. È una manovra che trova le risorse per il riarmo e le sottrae alle politiche di sostegno alle famiglie e alle persone”, a settori come “la sanità, l’istruzione, l’università, la ricerca e le pensioni. Stavamo aspettando un tavolo di confronto per rivedere la legge Fornero, l’hanno addirittura peggiorata, e questo non aiuta né le nuove generazioni in prospettiva, né chi è prossimo a raggiungere l’età pensionabile”. Per la Cgil “c’è ancora spazio” per cambiare: “Il Paese ha bisogno di investimenti, non nel riarmo, ma in politica industriale e nel terziario”. Sul lavoro la segretaria ha specificato che in Italia “crescono le ore di cassa integrazione” e che ci sono “evidenti situazioni di crisi in interi distretti. Abbiamo bisogno di ricostruire un lavoro di qualità, quindi bisogna investire nelle politiche industriali e nel terziario, soprattutto bisogna mettersi nelle condizioni di affrontare anche le grandi transizioni che in questo momento riguardano l’Italia e l’Europa”. Tra queste quella digitale e green, che “necessitano di maggiore risorse, ma anche di comprendere esattamente su che cosa si intende investire”. Anche nelle Marche tra i settori più problematici ci sono quelli della “chimica di base, dell’acciaio, dell’automotive. Questa dovrebbe essere la priorità della legge di bilancio”. Sulle risorse, Gabrielli è sicura che “si possono trovare”, a dimostrarlo “gli oltre 23 miliardi nel triennio 2026-2028 di investimenti per il riarmo. Dobbiamo invertire questo tipo di impostazione”, per costruire “già da oggi” le condizioni per un “futuro più giusto, più equo e soprattutto un lavoro di qualità, che è la vera prospettiva”.
“Le notizie che arrivano dalle oltre 50 città sono molto positive: piazze riempite e fabbriche svuotate”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione dello sciopero generale indetto contro la manovra finanziaria del governo, parlando a Firenze dal palco in piazza del Carmine, dove si conclude la manifestazione regionale.
“Il successo di questa giornata è molto importante – ha aggiunto Landini -. La maggioranza dei lavoratori, delle lavoratrici e dei pensionati oggi è in piazza e questo vuol dire che questo governo non rappresenta la maggioranza e la volontà dei cittadini del nostro Paese”. Secondo il segretario generale della Cgil, “questa è una manovra che da una parte assume i vincoli dell’austerità europea e dall’altra dice che l’unico investimento pubblico che sarà fatto nei prossimi anni sarà un investimento per il riarmo”.
Bandiere, interventi dal palco e cori hanno accompagnato la manifestazione contro la legge di bilancio, mentre numerosi studenti hanno scelto di non entrare in classe aderendo alla protesta. Dal palco, la dirigente nazionale della Cgil Daniela Barbaresi ha spiegato le ragioni della mobilitazione, inserita in un calendario di iniziative che coinvolge oltre cinquanta piazze italiane. Barbaresi ha criticato la manovra definendola impostata su scelte di austerità e aumento delle spese militari, chiedendo che le risorse vengano destinate ai servizi essenziali, a partire dalla sanità pubblica. La sindacalista ha richiamato l’esigenza di investimenti sul lavoro di qualità, su politiche di sviluppo e su un sistema fiscale più equo.
Il segretario generale della Cgil Sardegna, Fausto Durante, ha sottolineato le ricadute della manovra sull’isola. Secondo Durante, il testo non offre risposte alla crisi salariale, non sostiene lavoratori e pensionati e non contiene misure adeguate per far ripartire industria ed economia regionale. Sanità, trasporti, infrastrutture e istruzione restano temi irrisolti, mentre cresce la spesa militare. Una scelta, ha affermato, che il sindacato contesta e che ha spinto i lavoratori a scendere in piazza chiedendo un cambio di rotta.
“Avevano detto che sarebbe stata abolita la Fornero e infatti ci si appresta a diventare il Paese con l’età pensionabile più alta. L’unica occupazione che cresce è invece quella di chi ha più di 50 anni e ciò avviene perché la gente non ce la fa più ad andare in pensione. Non cresce l’occupazione delle donne e dei giovani, aumenta il numero di giovani che lasciano il nostro Paese, perché lì non sono sfruttati e non sono precari”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, in occasione dello sciopero generale indetto contro la manovra finanziaria del governo, parlando a Firenze dal palco in piazza del Carmine, dove si conclude la manifestazione regionale.
“Abbiamo deciso di concludere la manifestazione dello sciopero generale in Piazza della Scala perché vogliamo da qui denunciare un taglio agli enti locali per 4 miliardi di euro che questo governo fa con la finanziaria lasciando i comuni, le province, le regioni da sole ad affrontare i bisogni di sanità, scuola, formazione che ci sono nel Paese”. Così Luca Stanzione, segretario generale Cgil Milano, dal palco dello sciopero. “Il nostro chiudere questo appuntamento in Piazza della Scala significa riallacciare un’alleanza con gli enti locali che sono le istituzioni più prossime ai cittadini e che sostanziano la nostra democrazia costituzionale”, conclude.
“Il governo ascolti il grido pacifico che viene dalle piazze della Cgil. I lavoratori hanno perso il 9 per cento del potere d’acquisto in quattro anni: siamo davanti a una crisi dei salari e degli stipendi senza precedenti. Occorrono risposte, non scomuniche”. Così il capogruppo Pd in commissione Lavoro alla Camera, Arturo Scotto, dalla piazza di Roma nel giorno dello sciopero generale della Cgil.
“C’è chi si indigna per lo sciopero ma non pensa alle cause. Nel nostro Paese c’è una situazione drammatica. È vero che da un lato crescono le ore lavorate ma dall’altro non aumenta il Pil, e questo perché parliamo di lavoro povero. Secondo Eurostat il 9 per cento dei lavoratori italiani full time sono in povertà assoluta, i salari reali dal 2021 a oggi sono crollati, 6 milioni di persone percepiscono meno di mille euro al mese e si contano 5,7 milioni di poveri assoluti. A tutto questo il governo non dà risposte. Però pensano ad aumentare il tetto del contante a 10 mila euro quando milioni di italiani questa cifra non la guadagnano nemmeno in un anno. Con Meloni al governo sono aumentati solo gli stipendi di Brunetta e dei ministri e sottosegretari. Questa è la realtà”. Così il deputato M5S, Leonardo Donno, a ReStart.
“Landini sciopera (guardacaso di venerdì), mentre noi aumentiamo gli stipendi a milioni di lavoratori nella scuola, sanità, trasporti. La Cgil è sempre più isolata e alle prese con scandali come i 6mln di buco che il sindacato rosso ha collezionato nella sola Sicilia”. È quanto si legge sui social della Lega.
“Non so più come dirlo a chi al governo continua a usare questo argomento insultante, quello del venerdì: i lavoratori e lavoratrici, le persone che stanno qua oggi, hanno rinunciato a un giorno di stipendio“. Lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, questa mattina a Firenze, parlando con i giornalisti a margine della manifestazione regionale in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra finanziaria. “Salvini e i suoi compagni – ha aggiunto Fratoianni – possono fare questa battuta perché hanno stipendi decisamente diversi da quelli della maggioranza dei lavoratori e delle lavoratrici di questo paese. Quando un lavoratore o una lavoratrice sciopera, e rinuncia a un giorno di stipendio, andrebbe almeno rispettato. Poi si può non essere d’accordo con le ragioni dello sciopero, si può fare polemica politica, ma almeno bisognerebbe evitare di insultare persone che quando fanno una scelta come questa la pagano”.
“Oggi daremo voce nelle nostre manifestazioni in tutta Italia anche ai giornalisti di Repubblica e della Stampa, perché pensiamo che quello che sta succedendo sia un tentativo esplicito di mettere in discussione la libertà di stampa e la possibilità concreta di proseguire e di fare serie politiche industriali”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, parlando con i giornalisti a Firenze, a margine della manifestazione regionale per lo sciopero generale. “Mi sembra evidente quello che sta succedendo: abbiamo imprese e imprenditori che dopo aver fatto i profitti chiudono le imprese, se ne vogliono andare dal nostro paese per usare i soldi, e quella ricchezza è stata prodotta da chi lavora, da altre parti – ha proseguito Landini – Ecco, quelli che fanno i patrioti dove sono? Stanno difendendo chi? Difendono quelli che pagano le tasse che tengono in piedi questo paese o difendono quelli che chiudono le aziende e che investono da un’altra parte?”.
“La ragione dello sciopero di oggi, è che la manovra è completamente sbagliata. In dieci anni spendiamo mille miliardi per comprare armi, al posto invece di spendere soldi per l’industria, spendere soldi in investimenti in salute, sicurezza, scuola”. Così il segretario generale della Fiom-Cgil, Michele De Palma, a margine del corteo per lo sciopero generale indetto dalla Cgil, in corso a Milano. “Il governo ha deciso di fare una manovra per i fratelli e gli amici d’Italia che evadono e che non pagano le tasse o vivono di rendita, mentre noi invece chiedevamo una manovra che detassasse gli aumenti del contratto nazionale – ha proseguito il leader del metalmeccanici – Perché il rischio è che i soldi che devono arrivare nelle loro tasche finiscano invece nel fisco. Oggi manifestiamo perché chiediamo che ci sia un reale confronto con il Governo che al momento non c’è”, ha concluso.
Sono 10mila, questa la stima fornita dalla Cgil, le persone che hanno partecipato al corteo a Napoli per lo sciopero generale proclamato dal sindacato per oggi. Nel capoluogo partenopeo la manifestazione si è svolta con un corteo partito da piazza del Gesù e arrivato a piazza Municipio, dove si sono tenuti gli interventi dei delegati, di Antonio Di Costanzo, giornalista di Repubblica che a nome dei colleghi in sciopero ha letto un documento contro l’annunciata cessione del gruppo editoriale Gedi, e i comizi del segretario generale della Cgil Napoli e Campania, Nicola Ricci e del segretario confederale Luigi Giove. Le adesioni, per quanto riguarda il personale di Trenitalia, fino alle ore 6, quando è iniziata la fascia di garanzia, hanno raggiunto in Campania il 30% tra il personale mobile (macchinisti e capotreno). Chiusa la linea 1 della metropolitana, stessa situazione alla metropolitana Piscinola-Aversa, limitazioni di corse e molte soppressioni per le linee vesuviana. Per quanto riguarda le aziende metalmeccaniche della Campania, in provincia di Napoli si sono registrate adesioni dell’80% alla Marelli, alla San Giorgio e alla Lmc, 65% alla Lear, 50% alla Tiberina. A Benevento adesione totale alla Hanon Systems e al 95% alla Ficomirrors. Nella provincia di Salerno, 79% alla Sirti di Sala Consilina, 74% alla Sonoco. A Caserta 90% alla Italcoat, alla Firma e alla Haiki Metals, 60% alla Getra Power.
“Questa mattina ho partecipato alla manifestazione della Cgil a Bologna, in occasione dello sciopero generale. Una occasione per testimoniare la mia vicinanza alle lavoratrici ed ai lavoratori che oggi manifestano in tutto il Paese. In Parlamento stiamo contrastando una legge di bilancio inadeguata e ingiusta. Servirebbe ben altro: una iniziativa molto più coraggiosa per promuovere sviluppo ed equità sociale”. Cosi Andrea De Maria, deputato Pd.
“Anche oggi l’Italia è chiamata a subire il massimalismo e l’ideologia di un sindacato che promuove uno sciopero di sola natura politica e privo di reali rivendicazioni economiche. A Landini nulla interessa delle aziende, dei commercianti, dei professionisti, delle famiglie che oggi si trovano, ancora una volta, a dover subire le conseguenze di un’agitazione indetta contro chi legittimamente governa questa Nazione. Una mobilitazione che arriva in assenza di argomentazioni concrete e che evidenzia le difficoltà di una sinistra incapace di misurarsi con la stabilità e con i dati sull’occupazione che vanta il governo Meloni, preferendo rifugiarsi in posture veterocomuniste distanti dalla realtà quotidiana di chi lavora e produce. Landini se ne faccia una ragione: con Giorgia Meloni l’Italia guadagna consensi e stabilità che non saranno scalfiti né da lui né dalla sua propaganda”. Lo dichiara in una nota Paolo Trancassini, deputato di Fratelli d’Italia e Questore della Camera.
“Landini, dopo anni di mutismo selettivo, si è svegliato appena il centrodestra è andato al Governo. L’ultima trovata è lo sciopero generale di oggi contro una manovra che non è neppure arrivata in aula. Caro Landini, i sindacati dovrebbero essere apartitici e difendere i diritti dei lavoratori, sia con il centrodestra sia con il centrosinistra al Governo. Oggi hai improvvisamente ‘scoperto’ stipendi fermi da 15 anni, precariato, perdita di potere d’acquisto, lavoro nero e persino il salario minimo che hai sempre osteggiato. Nessuna parola sul record di occupati. Al contrario, hai scioperato per Gaza: cosa c’entra con la difesa di pensionati e operai resta un mistero. Su una cosa però ti do ragione: oggi urlerai dal palco di Firenze tutto ciò che i tuoi compagni di sinistra hanno distrutto in un decennio di governo, nel silenzio assoluto. Un consiglio: fra poco ci sarà la rottamazione quinques. Potreste valutare di aderire per pagare i 3,3 milioni di euro di contributi e imposte non versati, lasciando i lavoratori senza tutele, dai CAF in Sicilia, società partecipata dalla CGIL”. Lo dichiara il vice responsabile nazionale del Dipartimento Imprese e mondi produttivi di Fratelli d’Italia, Lino Ricchiuti.
Diverse le delegazioni M5S presenti alle iniziative in tutto il Paese in occasione dello sciopero generale. A Firenze, comunica una nota, c’è la partecipazione del capogruppo alla Camera, Riccardo Ricciardi, e del deputato Andrea Quartini, i quali sono al corteo insieme a Luca Rossi Romanelli, capogruppo in Regione, e Irene Galletti, consigliera regionale.
“Il vicepremier e ministro Matteo Salvini ha visitato la centrale operativa Fs per verificare le ricadute dello sciopero proclamato per oggi: fortunatamente, i dati sono incoraggianti e i disagi molto limitati. Salvini ha voluto ringraziare personalmente le donne e gli uomini del gruppo Fs che sono operativi e per tutto il giorno monitorerà con la massima attenzione la situazione”. Lo comunica una nota del Mit.
“Lo sciopero di oggi dimostra l’isolamento della Cgil. Risulta ai più evidentemente incomprensibile scioperare giusto ora che l’occupazione raggiunge livelli record e il Governo Meloni si è ulteriormente impegnato con la manovra a stanziare ben 1,1 miliardo di euro solo per limitare l’adeguamento delle pensioni all’aspettativa di vita. Quella che Landini chiama austerità è un rigore responsabile su conti su cui pesa ancora il debito miliardario lasciatoci da Pd e 5s con il superbonus. Rispetto al passato il governo Meloni, poi, ha stanziato il 9,7% in più di risorse in manovra per i giovani e, soprattutto, ha restituito loro la prospettiva di un lavoro anziché l’orizzonte del divano a cui volevano inchiodarli con il reddito di cittadinanza. Con il decreto energia abbiamo destinato 30 miliardi di risparmi per famiglie e imprese. Se Schlein non viene ad Atreju è perché l’opposizione litiga su chi deve fare il leader ed evidentemente teme il confronto ”.Così ad Agorà la vicecapogruppo di Fratelli d’Italia alla Camera, Augusta Montaruli.
“Noi abbiamo chiesto anche a Confindustria e alle altre associazioni di aprire trattative vere per andare a cancellare i contratti pirata, per andare verso un’estensione delle elezioni dell’RSU e dei rappresentanti della sicurezza in tutti i luoghi di lavoro grandi e piccoli, perché è il momento di rimettere al centro il lavoro e la giustizia sociale”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, questa mattina a Firenze, parlando con i giornalisti prima della partenza della manifestazione regionale in occasione dello sciopero generale.
“Il diritto di sciopero è un diritto costituzionale e non accetteremo alcun tentativo di metterlo in discussione o di limitarlo“. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, questa mattina a Firenze, parlando con i giornalisti prima della partenza della manifestazione regionale in occasione dello sciopero generale. “Quando un governo prova a delegittimare chi protesta o a ridurre gli spazi di partecipazione democratica – ha spiegato Landini- significa che non vuole ascoltare il disagio reale che attraversa il Paese. Lo sciopero generale non è contro qualcuno, ma per cambiare politiche sbagliate. La mobilitazione nasce dalla mancanza di risposte concrete su lavoro, salari, sicurezza e diritti. Difendere lo sciopero – conclude – significa difendere la democrazia e la possibilità per i cittadini di far sentire la propria voce”.
“La grande partecipazione che vediamo oggi dimostra che c’è un Paese che chiede un cambio di rotta e non si rassegna all’idea che le disuguaglianze siano inevitabili”. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, questa mattina a Firenze, parlando con i giornalisti prima della partenza della manifestazione regionale in occasione dello sciopero generale.”Questa piazza rappresenta lavoratori, pensionati, studenti, persone che fanno fatica ad arrivare alla fine del mese e che non trovano nella legge di bilancio risposte adeguate ai loro bisogni”, ha aggiunto Landini. “Serve una politica industriale, serve investire nel lavoro stabile e sicuro, serve rafforzare la sanità e l’istruzione pubblica – ha proseguito – Non chiediamo privilegi ma scelte giuste che rimettano al centro il lavoro e la coesione sociale“.
“Questa legge di bilancio non affronta l’emergenza salariale e sociale che milioni di persone stanno vivendo nel nostro Paese e continua a scaricare i costi della crisi su lavoratori, pensionati e giovani“. Lo ha detto il segretario generale della Cgil Maurizio Landini, questa mattina a Firenze, parlando con i giornalisti prima della partenza della manifestazione regionale in occasione dello sciopero generale.”Abbiamo salari tra i più bassi d’Europa, una sanità pubblica in difficoltà, pensioni sempre più povere e una precarietà che colpisce soprattutto le nuove generazioni – ha aggiunto – ma nella manovra non vediamo risposte strutturali a questi problemi. Servirebbe una riforma fiscale che faccia pagare di più a chi ha di più e un grande piano di investimenti pubblici. Si continua invece a ridurre il ruolo dello Stato e dei servizi essenziali. È per questo che siamo in piazza oggi – ha concluso Landini – perché il lavoro e la dignità delle persone devono tornare al centro delle scelte politiche”.
“È un Paese che non ce la fa più: il Paese non è più disponibile a un’altra legge di bilancio di austerità e di tagli“. Lo ha detto il segretario di Sinistra Italiana Nicola Fratoianni, questa mattina a Firenze, parlando con i giornalisti prima della partenza della manifestazione regionale in occasione dello sciopero generale indetto dalla Cgil contro la manovra finanziaria.
“Il Paese – ha proseguito – non ne può più di tagli al Sistema sanitario nazionale pubblico, all’istruzione e di nuova spesa, molta indirizzata dalla parte sbagliata, quella del riarmo. Questo Paese ha emergenze di tutt’altro segno: innanzitutto quella degli stipendi degli italiani che sono sempre più fermi, sempre più bassi, di fronte a un costo della vita che continua a crescere. Le persone non ce la fanno più e questo governo invece di rispondere a queste emergenze mette un sacco di soldi nella spesa militare, mette 14 miliardi per il ponte sullo Stretto e, pensate un po’ che fa, aumenta a 10.000 euro il tetto del contante”.”Ora – ha concluso – io vorrei fare una domanda agli italiani, alle italiane, soprattutto al governo: quante sono secondo voi le persone che possono comprare qualcosa che costa 10.000 euro in contanti, ma soprattutto quante sono le persone che hanno 10.000 euro da parte? Questo è il problema del Paese, a questo dovrebbero dare delle risposte e non lo fanno”.
Ha preso il via a Firenze, da piazza Santa Maria Novella, il corteo organizzato in occasione dello sciopero generale proclamato dalla Cgil contro la legge di bilancio del governo, giudicata “ingiusta” perché non affronta emergenze cruciali come salari bassi, precarietà e caro-vita. La manifestazione regionale attraverserà il centro cittadino fino a piazza del Carmine, dove si terranno gli interventi dei delegati e le conclusioni del segretario generale Maurizio Landini. Alla manifestazione toscana sono presenti anche i leader di Alleanza Verdi Sinistra Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni.
“Abbiamo davanti una finanziaria e un governo che non solo non interviene, ma ci ruba con il fiscal drag sull’Irpef tutti gli aumenti contrattuali che abbiamo contrattato nel 2024 e nel 2025. Una finanziaria di 20 miliardi di euro, il 40% sarà destinato al riarmo, una finanziaria che sembra omeopatica, ma che in realtà fa grandi danni perché se tu non aumenti per esempio il fondo sanitario nazionale, con questa inflazione stai dicendo che tu riduci le prestazioni sanitarie perché le strutture sanitarie non potranno pagarsi le prestazioni dei lavoratori o le medicine o tutto quello che è aumentato con l’inflazione. C’è un governo che decide di ridurre il perimetro di intervento dello Stato e del welfare state e vengono meno i valori costituzionali, i principi costituzionali che sono quelli di tutela delle cittadine e dei cittadini”. Così il segretario generale della Cgil di Milano, Luca Stanzione, a margine del corteo nel capoluogo lombardo per lo sciopero generale indetto dal sindacato nella giornata di oggi. “Io credo che oggi il Governo avrà una grande risposta dalle lavoratrici e dai lavoratori che non può essere solo che siamo dei ‘poveri comunisti’ – ha proseguito il sindacalista – Credo che un governo, anzi dei politici che hanno rispetto delle istituzioni dovrebbero ascoltare la sofferenza che viene dal Paese. Poi sì, siamo anche comunisti”, ha concluso, riferendosi alle parole di ieri della ministra dell’Università Anna Maria Bernini in risposta alle proteste degli studenti Udu ad Atreju.
Linea 1 della metropolitana e Funicolari di Montesanto e Mergellina chiuse a Napoli per effetto dello sciopero generale proclamato dalla Cgil in tutta Italia. Anm, azienda del trasporto pubblico del Comune di Napoli, informa che è sospeso il servizio della Linea 1 della metropolitana, mentre è regolare quello della Linea 6. Stop alle Funicolari di Montesanto e Mergellina, mentre è aperta regolarmente la Funicolare di Chiaia. La Funicolare Centrale, come già annunciato nei giorni scorsi, oggi è chiusa al pubblico per consentire di attuare il monitoraggio dell’impianto, come richiesto da Ansfisa.
Il servizio della Linea 6 della metropolitana di Napoli “è attivo sulla tratta Mostra-Chiaia” e i treni “non effettuano la fermata alla stazione Municipio“, sottolinea ancora Anm.
A Milano, nella giornata di sciopero generale, restano aperte le linee metropolitane M1,M2,M4 ed M5. Dopo le 8.45 chiude la M3, che riapre dopo le 15. Alcune linee di superficie sono deviate da una manifestazione. Lo fa sapere Atm su X.
Sul piano politico, il ministro dei Trasporti Matteo Salvini definisce “irresponsabile” bloccare il Paese, ringraziando chi continuerà a lavorare e criticando il fatto che la protesta si svolga di venerdì. Il ministro per i Rapporti con il Parlamento Luca Ciriani parla di sciopero “politico”, sostiene che la Cgil agisca come soggetto antagonista al governo e si interroga sull’utilità di moltiplicare gli scioperi, pur ribadendo che il diritto di sciopero è “sacrosanto” e va garantito.
Previste in occasione dello sciopero manifestazioni in tutta Italia. In particolare, in Piemonte la Cgil annuncia mobilitazioni in otto piazze, denunciando l’aumento del peso fiscale su lavoratori e pensionati negli ultimi anni, l’assenza di risorse aggiuntive per i servizi essenziali e gli effetti dell’innalzamento dell’età pensionabile, ritenuti penalizzanti soprattutto per le nuove generazioni. In Campania è previsto un corteo regionale a Napoli, con comizio finale in piazza Municipio: il sindacato insiste sulla bassa retribuzione media lorda dei lavoratori dipendenti rispetto alla media nazionale e propone una tassazione sui grandi patrimoni per finanziare aumenti di salari e pensioni. Il segretario generale della Cgil, Maurizio Landini, sarà in corteo a Firenze.
Nel trasporto ferroviario lo sciopero riguarda il personale del Gruppo Fs Italiane dalla mezzanotte alle 21, con possibili cancellazioni e ritardi anche oltre tali orari; per i treni regionali sono garantiti i servizi essenziali nelle fasce 6-9 e 18-21, mentre il trasporto aereo è escluso dall’agitazione, pur con la raccomandazione ai viaggiatori di verificare gli orari. Scuole, uffici pubblici e ospedali possono subire disagi soprattutto per i servizi non essenziali.
Per oggi 12 dicembre 2025 la Cgil ha proclamato uno sciopero generale di 24 ore in tutti i settori pubblici e privati contro una manovra di bilancio giudicata ingiusta, con cortei e manifestazioni in numerose città, tra cui Firenze e Roma. L’obiettivo dichiarato è ottenere aumenti di salari e pensioni, bloccare l’innalzamento dell’età pensionabile, ridurre la precarietà, riformare il fisco in senso più progressivo e incrementare gli investimenti in sanità, istruzione e politiche industriali e del terziario.

