Avrebbero rinchiuso il loro parente in un maso senza fargli avere alcun contatto con il mondo esterno, privandolo delle cure tradizionali fino a farlo morire dopo mesi di agonia: otto familiari dell’avvocato bolzanino Nikolaus Chizzali, deceduto il 27 ottobre 2022, sono ora indagati per maltrattamenti aggravati. È stato notificato loro l’avviso di conclusione delle indagini da parte della Procura di Bolzano e presto sarà chiesto dai pm il loro rinvio a giudizio.
L’accusa
Secondo la tesi dell’accusa gli indagati avrebbero imposto all’avvocato, che era malato, di essere sottoposto a cure omeopatiche: come conseguenza, non avrebbero impedito il decesso dell’uomo, che invece sarebbe stato evitabile con le cure tradizionali. Per manipolare Chizzali, i familiari (tra cui un medico e un farmacista) avrebbero posto in essere anche “ripetute violenze psicologiche“.
Tutto sarebbe cominciato quando Chizzali è stato portato all’ospedale di Bolzano per una sospetta trombosi a una gamba. Da qui sarebbero iniziate le manipolazioni nei suoi confronti fino al peggioramento delle sue condizioni di salute e alla morte: gli indagati si sarebbero opposti a qualsiasi cura tradizionale, anche quando i sanitari si recavano saltuariamente nella struttura ricettiva per controlli di routine.

