L’obbligo scolastico dei bambini è stato rispettato. Lo fa sapere in una nota il ministero dell’Istruzione in merito al caso della famiglia di origine anglo-australiana che vive in un bosco in provincia di Chieti. I tre figli minori della coppia la scorsa settimana – in seguito all’ordinanza del tribunale per i minorenni de L’Aquila – sono stati inseriti in una casa-famiglia nel Vastese, trasferiti per un periodo di osservazione. Si tratta di due gemelli di sei anni e una bimba di otto anni e la madre starà con loro in questo frangente della loro vita, assieme gli assistenti sociali.
La nota del ministero dell’Istruzione
“Al ministero dell’Istruzione e del merito risulta regolarmente espletato l’obbligo scolastico attraverso l’educazione domiciliare legittimata dalla Costituzione e dalle leggi vigenti e tramite l’appoggio ad una scuola autorizzata. La conferma è arrivata dal dirigente scolastico dell’istituto scolastico di riferimento per il tramite dell’ufficio scolastico regionale”. Recita così la nota del ministero dell’Istruzione e del Merito.
Le motivazioni dei giudici
Il 21 novembre scorso il legale della famiglia Giovanni Angelucci, che aveva annunciato ricorso, aveva dichiarato che “l’istruzione dei minori, secondo i giudici, non avrebbe l’autorizzazione all’home schooling. Alla più grande viene anche contestato l’attestato di idoneità per il passaggio alla classe terza perché non ratificato dal ministero. Attestato che, invece, c’è ed è anche protocollato”.
Secondo il tribunale “la deprivazione del confronto fra pari in età da scuola elementare può avere effetti significativi sullo sviluppo del bambino, che si manifestano sia in ambito scolastico che non scolastico”. Inoltre “in considerazione del pericolo per l’integrità fisica derivante dalla condizione abitativa, nonché dal rifiuto da parte dei genitori di consentire le verifiche e i trattamenti sanitari obbligatori per legge… l’assenza di agibilità e pertanto di sicurezza statica, anche sotto il profilo del rischio sismico e della prevenzione di incendi, degli impianti elettrico, idrico e termico e delle condizioni di sicurezza, igiene, salubrità dell’abitazione, comporta la presunzione ex lege dell’esistenza del periodo di pregiudizio per l’integrità e l’incolumità fisica dei minori”, aveva detto ancora Angelucci.
L’intervento di Nordio
Sul caso era intervenuto anche il ministro della Giustizia Carlo Nordio. “In questo momento è prematuro fare qualsiasi considerazione procedurale. Certo, faremo degli accertamenti profondi”. “Strappare un bambino a una famiglia è un atto estremamente doloroso, quindi bisognerà approfondire”, aveva affermato il Guardasigilli.

