Roma, scavi sotto la Casa del Jazz: si cerca il giudice Adinolfi scomparso nel ’94

Roma, scavi sotto la Casa del Jazz: si cerca il giudice Adinolfi scomparso nel ’94
L’ingresso principale della Casa del Jazz Roma (Foto: Francesco Benvenuti / LaPresse) Rome’s Casa del Jazz, police, acting on a magistrate’s orders, are excavating for the likely body of Judge Adinolfi. The photo shows a moment during the excavation inside the grounds of the Casa del Jazz. Rome, November 13, 2025 (Photo: Francesco Benvenuti / LaPresse)

La famiglia: “Chiediamo silenzio e rispetto per un dolore infinito”

Dall’alba di oggi gli investigatori, con l’ausilio dei cani molecolari, hanno scavato sotto la Casa del Jazz, punto di riferimento della cultura romana all’inizio di via Cristoforo Colombo a Roma, sorto su un bene confiscato alla criminalità organizzata.

La notizia è stata anticipata dal Corriere della Sera. La decisione di intervenire è stata presa dal Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica in Prefettura in seguito a una richiesta dell’ex giudice Guglielmo Muntoni. Tra le ipotesi al vaglio, quella che i resti del giudice Paolo Adinolfi, scomparso nel 1994, possano trovarsi proprio in quell’area. Sul posto Carabinieri, Polizia e Guardia di Finanza, coordinati dalla Prefettura.

Secondo quanto si apprende, le ricerche avviate sotto la Casa del Jazz a Roma mirano a ispezionare gallerie sotterranee mai esplorate prima. Al momento sono state sospese e riprenderanno domani.

“Per il momento bisogna solo aspettare l’evoluzione di questa attività. Io e la mia famiglia, in questo momento, preferiamo non commentare e dire nulla”. Così l’avvocato Lorenzo Adinolfi, figlio del giudice scomparso il 2 luglio del 1994.

Roma, scavi sotto la Casa del Jazz: si cerca il giudice Adinolfi scomparso nel ’94

L’albero dedicato al giudice Adinolfi nel cortile del tribunale di Piazzale Clodio a Roma

L’ex giudice Muntoni: “Da 29 anni chiedo scavi Casa Jazz”

“Questa attività non è solo sul giudice Adinolfi. L’obiettivo è capire cosa si possa nascondere nell’antica e storica galleria che è sotto la Casa Jazz che trovammo trent’anni fa interrata. L’idea è che sia stata interrata per nascondere qualcosa, ma anche con una botola di acceso che permetteva un recupero. Lì potevano esserci cose che si potevano poi recuperare: la prima ipotesi è stata quella di armi, esplosivi e preziosi o documenti. Poi, come ipotesi astratta, potremmo trovare dei corpi e uno dei corpi ipotizzati è quello del giudice Paolo Adinolfi”. Così Guglielmo Muntoni, ex presidente della sezione misure di prevenzione del Tribunale di Roma, ora in pensione con un incarico da presidente dell’Osservatorio per le politiche per il contrasto alla criminalità economica della Camera di Commercio di Roma, da cui è partita la richiesta in Prefettura di ricerca sotto la Casa del Jazz a Roma. “È una iniziativa che sollecito da 29 anni, l’avevo già segnalata in passato alla Procura di Perugia proprio con l’ipotesi del giudice scomparso. All’epoca la trovammo interrata e il costo per gli scavi era notevole, ma ora abbiamo i fondi, messi a disposizione dalla Confcooperative con la Camera di Commercio in base a una ipotesi del tutto diversa. Ventinove anni fa, in un primo accesso, ci si è accorti di questa galleria interrata non per una frana ma per terreno portato lì per chiudere l’ingresso. La mia idea è che la botola di accesso servisse ai componenti della Banda della Magliana per tornarci passata la tempesta degli arresti e dei sequestri. Quella di Adinolfi è una ipotesi astratta mentre più concreta quella di armi ed esplosi e quindi la competenza è della Prefettura. Se poi dovessero emergere elementi di interesse investigativo scatterebbe la competenza di Perugia nel caso Adinolfi, di Roma negli altri casi”, conclude Muntoni.

Pietro Orlandi: “Ex magistrato mi disse che alla Casa de Jazz potrebbe esserci Emanuela”

“Tempo fa parlai con un ex magistrato che stava facendo delle ricerche e che mi disse che proprio lì poteva nascondersi il corpo di mia sorella. Lui ne era abbastanza convinto”. A dirlo a LaPresse è Pietro Orlandi, il fratello di Emanuela, la cittadina vaticana scomparsa il 22 giugno 1983. “Stamattina appena ho letto la notizia degli scavi ho ripensato subito a quanto mi è stato detto”.

La famiglia del giudice: “Chiediamo silenzio e rispetto per un dolore infinito”

“La famiglia Adinolfi ha appreso solo oggi, dai quotidiani, degli scavi sotto la Casa del jazz. Non è mai stata né consultata né informata rispetto a questa iniziativa, né avrebbe mai desiderato il clamore mediatico che ne è conseguito. Chiediamo a tutti silenzio, e rispetto per il nostro dolore infinito”. Così in una nota Nicoletta, Giovanna e Lorenzo Adinolfi, moglie e figli del giudice scomparso nel 1994″. Così in una nota Nicoletta, Giovanna e Lorenzo Adinolfi, moglie e figli del giudice scomparso nel 1994.

Lupacchini: “Sotto Casa del Jazz possibile che ci siano i resti di Emanuela Orlandi”

“Trovare il corpo di Emanuela Orlandi mi sembra un’operazione troppo complicata, una sorta di salto mortale triplo carpiato dal punto di vista logico, neanche dal punto di probabilistico, ma sotto il profilo possibilistico sì, è possibile. Ritengo possibile che ci siano i resti anche di Emanuela Orland. Anche perché la cittadina vaticana sparisce nel 1983 e la catacomba viene tombata nel 1994″. Così a LaPresse Otello Lupacchini, l’ex magistrato che indagò sulla Banda dalla Magliana commentando le ricerche avviate sotto la Casa del Jazz a Roma, nell’ambito delle indagini sulla scomparsa del giudice Paolo Adinolfi, avvenuta 31 anni fa.

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