Basta cottimo. Non si può morire per un panino“, recita uno dei cartelli esposti durante il presidio in via Cadore a Milano, dove amici, colleghi e associazioni ciclistiche hanno ricordato Muhammad, il rider investito e morto lunedì scorso nel quartiere di Porta Romana, mentre faceva una consegna. “Era sempre sorridente e umile”, ricorda Osasele, ex collega del 44enne pakistano. “Più corri, più guadagni, ma veniamo pagati pochissimo. La vigilia di Natale lavoravo per 2,5 euro a consegna”, denuncia Marco, rider di 61 anni.

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