Morte di Ramy Elgaml, l’amico Fares: “Botta da dietro dai carabinieri poi la moto è volata”

Morte di Ramy Elgaml, l’amico Fares: “Botta da dietro dai carabinieri poi la moto è volata”
Milano – Fares Bouzidi

Il 22enne che guidava il TMax: “Volevo fermarmi e far scendere Ramy da moto”

Ha parlato di una “botta da dietro” e poi la “moto che volava”. Da quel momento nessun ricordo e si è svegliato in ospedale. E’ quanto ha dichiarato, in sintesi, Fares Bouzidi, il 22enne che guidava il TMax su cui è morto Ramy Elgaml la notte fra il 23 e il 24 novembre dopo un inseguimento di 8 chilometri con i carabinieri, durante l’interrogatorio di convalida dell’arresto davanti alla gip di Milano, Marta Pollicino. Fares ricorda un “impatto”, una “spinta forte” che avrebbe fatto scivolare la moto su cui i due viaggiavano ma non ha ricostruito nessun altro “urto” precedente. E’ uscito dopo circa due ore, in stampelle, accompagnato dal legale Marco Romagnoli che ha chiesto alla gip di revocare gli arresti domiciliari e rimettere in libertà il giovane, arrestato per resistenze aggravata e indagato per omicidio stradale in concorso come uno dei carabinieri che inseguivano.

Volevo fermarmi e far scendere Ramy da moto

“Durante l’inseguimento speravo di riuscire a fermarmi o rallentare per permettere a Ramy di scendere. Non mi sono mai accorto che aveva perso il casco per strada”, ha spiegato ancora Fares che ha parlato di una “serata normalissima” nelle zone della “movida” dei 20enni milanesi, come Corso Como, Porta Venezia. Si sarebbero spinti fuori dalla discoteca Hollywood per provare a “incontrare qualche ragazza”. Presenti anche i pm Marco Cirigliano e Giancarla Serafini che indagano ha spiegato di aver “incrociato la gazzella” dei carabinieri e non essersi fermato all’alt perché “senza patente” e “spaventato da una multa”. Il 22enne ha anche aggiunto che per raggiungere “il locale in cui aveva organizzato” la serata la moto l’avesse guidata un amico diverso proprio per questo motivo.

 

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