Il ministro Ciriani a La Stampa: "La Regione faccia mea culpa su come ha usato i fondi"
Il capo del Dipartimento della Protezione civile, Fabio Ciciliano, ha firmato l’ordinanza che disciplina i primi interventi urgenti per l’emergenza maltempo e l’alluvione che, a partire dallo scorso 17 settembre, ha interessato la regione Emilia-Romagna. Il provvedimento, che fa seguito alla dichiarazione dello stato di emergenza deliberato nella giornata di ieri dal Consiglio dei Ministri, nomina commissario delegato la vicepresidente facente funzioni di presidente della Regione Emilia-Romagna, Irene Priolo, che per l’espletamento delle attività potrà avvalersi delle strutture e degli uffici regionali, provinciali e comunali, oltre che delle amministrazioni centrali e periferiche dello Stato, nonché individuare soggetti attuatori che agiranno sulla base di specifiche direttive. È quanto si legge in una nota.
Emilia-Romagna: “Sfollati scendono a 1200, attivo supporto psicologico”
Proseguono intanto senza sosta le attività di assistenza alle persone e i lavori di messa in sicurezza dei territori colpiti dal ciclone Boris nei giorni scorsi. Interventi in corso su tutte le rotture arginali dove si stanno posizionando massi ciclopici. Lo spiega la Regione Emilia-Romagna. Ridotto ancora il numero degli evacuati assistiti dal sistema di Protezione civile che scendono complessivamente a 1.200. L’ospedale di Lugo entro oggi sarà pienamente operativo: da domani sarà ripristinato anche il pronto soccorso e tutte le restanti attività sanitarie. Intanto oggi a Traversara, la frazione più colpita, saranno presenti due unità mobili con medico, infermiere e psicologo: contemporaneamente sarà disponibile anche un medico igienista per la somministrazione del vaccino antitetanica. L’Allerta meteo resta ‘arancione’ per criticità idraulica dovuta alle piene dei fiumi in pianura tra le province di Bologna, Ferrara e Ravenna a causa delle difficoltà di smaltimento delle acque esondate nei giorni scorsi. Allerta ‘gialla’ per criticità temporali su tutto il territorio dell’Emilia-Romagna. La tendenza è all’attenuazione dei fenomeni nelle successive 48 ore.
A Traversara, frazione in comune di Bagnacavallo (Ra), è stata perimetrata una zona relativa ad alcune case lesionate. La Direzione regionale Emilia dei vigili del Fuoco ha installato una pompa ad alta capacità a ridosso del canale fosso Vecchio lungo la via Viazza Nuova, a monte della via Reale, tra Bagnacavallo e Glorie, e consentirà di far defluire all’interno del canale le acque che hanno invaso le campagne che da Bagnacavallo arrivano a Glorie. Il territorio forlivese sta progressivamente andando verso la normalità, soprattutto a Modigliana, località dove la presidente Priolo ha effettuato un sopralluogo ieri pomeriggio. Per quanto riguarda l’acquedotto è stata ripristinata la linea principale: da stamattina nessun problema per l’acqua del centro cittadino e sono in corso le verifiche delle utenze della periferia. Inoltre, si sta completando la pulizia delle caditoie e ritirando i rifiuti ingombranti. A Forlì, dove lunedì apriranno le scuole, questa sera, completate le attività di pulizia, verrà chiuso il centro di accoglienza in cui opera la colonna mobile Friuli. Cinque le colonne mobili regionali sul territorio: ad oggi sono presenti 750 unità del volontariato tra volontari emiliano-romagnoli e nazionali. Mentre il volontariato non organizzato è gestito attraverso i sindaci e si muove su organizzazione di comuni e vigili del fuoco soprattutto a Traversara e Faenza. Squadre di volontariato stanno operando sull’area bassa Romagna, in particolare nei comuni di Cotignola, Bagnacavallo, Lugo e Brisighella. Sin dall’inizio dell’emergenza è stato attivato un team regionale dell’emergenza psicologica. È composto da una ventina di unità tra professionisti appositamente formati, esperti delle Aziende Usl regionali e delle associazioni quali Croce Rossa italiana, Sipem, Emdr, Psicologi per i popoli, Ordine regionale psicologi.
Ciriani: “E-R faccia mea culpa su come ha usato i fondi”
Intanto non si placano le polemiche sui fondi stanziati in Emilia-Romagna, già colpita più volte nei mesi scorsi da gravi inondazioni. Il ministro per i Rapporti col Parlamento Luca Ciriani punta il dito contro la Regione: “Questo è il momento di soccorrere le persone e di gestire l’emergenza. Il ministro ha fatto un discorso più ampio e condivisibile, parlando dei soldi non spesi. Io credo che piuttosto che gridare allo scandalo su un presunto sciacallaggio la Regione Emilia-Romagna debba fare mea culpa non soltanto su come ha usato o non usato le risorse messe a disposizione, ma anche per la gestione del territorio degli ultimi 30anni”, afferma in una intervista a La Stampa il ministro.
“Io credo che con le alluvioni non si prendono voti, quindi sgombriamo il campo da questo argomento. Le faccio un esempio: nel Friuli Venezia-Giulia, la mia Regione, le opere sono state fatte da amministrazioni di centrodestra e di centrosinistra, anche se spesso non erano popolari e oggi ne vediamo i risultati: senza queste opere saremmo sotto l’acqua ogni anno”. Il commissario all’emergenza, il generale Figliuolo, scade a dicembre. “Ho grande stima del generale, sin da quando è stato nominato da Draghi e spero che rimanga lui”, conclude.
Tensione anche nella maggioranza sulle polizze casa
Tensioni anche nella maggioranza di governo sul tema delle polizze per imprese e famiglie a tutela dei danni causati da calamità. C’è differenza di vedute infatti tra i ministri sull’opportunità o meno di rendere obbligatorie le polizze sulle case, anche per le famiglie, con Musumeci che apre al confronto e Salvini che chiude a riguardo.
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