Prosegue la tre giorni dedicata ai giovani imprenditori calabresi organizzata dall’associazione 'L’Orodicalabria'
“La Calabria ha bisogno di questi giovani, del loro entusiasmo, del loro talento e della loro competenza e anche della loro capacità di creare impresa. C’è bisogno di grande innovazione e di tecnologia e queste iniziative, come questa Summer School, aiutano a creare relazioni che daranno loro grandi possibilità”. Così Gianluigi Greco, direttore del dipartimento di matematica e informatica dell’Università della Calabria, a margine del suo intervento alla sessione serale di talk della Summer School ‘Si può già fare’, la tre giorni dedicata ai giovani imprenditori calabresi organizzata dall’associazione L’Orodicalabria: “Questi ragazzi, anche se non sono tecnici dell’intelligenza artificiale – racconta il docente facendo riferimento al proprio campo di ricerca – devono diventare coloro che capiranno come funzionano questi meccanismi. Abbiamo bisogno di persone che si approcciano consapevolmente a queste tecnologie”. E sul territorio: “C’è bisogno di fare rete. Questo manca alla Calabria. La Calabria non si narra bene, spesso fa vedere soltanto dei lati che ormai sono anche stereotipati. Noi abbiamo bisogno invece di mettere a sistema tutte le forze positive”. Tra queste c’è l’esempio di Fortunato Amarelli, presidente dell’Unione Imprese Centenarie Italiane e titolare della celebre azienda di liquirizia Amarelli, che pure ha preso parte al talk: “C’è bisogno di tanta determinazione, tenacia e passione. La passione è il motore di tutto, quello che muove ogni cosa, anche la passione di rientrare in Calabria”, affermando anche che “la Calabria non è il luogo in cui tutte le ambizioni vengono represse, anzi può essere il luogo in cui legate alle radici del proprio posto di origine si possono sviluppare cose belle, forse anche con maggiore soddisfazione”. “Abbiamo una nostra origine e credo che abbiamo anche una certa responsabilità, quella che ho sentito io quando avevo più di vent’anni e finita l’università e ho deciso di rientrare in Calabria. Credo che quella responsabilità, più delle ambizioni e della voglia di girare il mondo, abbia giocato un ruolo fondamentale per poi farmi investire il mio tempo in questa regione”, ribadisce Amarelli, che poi conclude riaffermando che la Calabria abbia già tutte le opportunità per garantire la permanenza e il rientro dei suoi cervelli.
© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata