Simbolo dell'imprenditoria italiana, consolidò la Fiat come potenza automobilistica mondiale

Il 24 gennaio 2003, esattamente vent’anni fa, veniva a mancare nella sua casa di Torino Gianni Agnelli, storico presidente della Fiat e simbolo dell’imprenditoria italiana. Soprannominato “L’Avvocato” per via della sua laurea in giurisprudenza, Agnelli prese le redini della casa automobilistica torinese nel 1966 e, superando crisi, recessioni e battaglie sindacali, riuscì a consolidarla come potenza del mercato mondiale dell’auto. Ma non solo la Fiat nella sua vita: anche il calcio con la Juventus e l’editoria. Fu presidente di Confindustria dal 1974 al 1976 e, nel 1991 venne nominato senatore a vita. Il presidente della Repubblica Mattarella lo ricorda come “l’ambasciatore di un’Italia animata da spirito di innovazione e dinamismo”.

Gianni Agnelli

Gianni Agnelli

La vita e le passioni dell’Avvocato

La Fiat, la Juventus, la Ferrari. Queste le tre grandi passioni dell’Avvocato, chiamato così per la sua laurea in giurisprudenza ma mai utilizzata, non avendo sostenuto l’esame. Ma, per tutti, l’Avvocato era ed è solo lui. Imprenditore di successo, icona di stile ed eleganza tanto da far diventare di moda il celebre orologio portato sopra il polsino della camicia, affascinante, amato dalle donne e senatore a vita dal 1991. Cento vite, in una sola.

Orfano di padre giovanissimo, a soli 14 anni, Agnelli passa gli anni dell’adolescenza fra lo studio e il jet set internazionale, tra la Costa Azzurra e New York. Arriva alla guida dell’azienda di famiglia nel 1966, sostituendo il presidente Vittorio Valletta. E poco dopo l’insediamento si trova a dover fare i conti con l’autunno caldo e gli anni a seguire: gli scioperi, le tensioni sociali, il terrorismo. L’Avvocato dimostra grande capacità di mediazione con le parti sociali, tanto da diventare presidente di Confindustria dal 1974 al 1976. Da sempre propenso all’internazionalizzazione della Fiat, all’inizio degli anni 2000 apre all’intesa con gli americani della General Motors. E’ il primo dei grandi accordi internazionali che portano, oggi, alla nascita di Stellantis. E il nipote di Agnelli, John Elkann, in un’intervista a La

Gianni Agnelli

Gianni Agnelli con John Kennedy

Stampa ha detto che oggi il nonno “sarebbe contento. Intuì e disse prima degli altri che nel mondo dell’auto sarebbero rimasti sei o sette grandi player globali. Oggi, con Stellantis, siamo uno di questi player”.

Non solo di automobili, però, visse l’Avvocato. La prima passione, su tutte, la Juventus, della quale fu presidente dal 1947 al 1954 e tifoso per tutta la vita. Anche dell’andamento della squadra, secondo il nipote John, sarebbe contento: “Sarebbe stato fiero e felice di vivere l’ultimo decennio: 9 scudetti consecutivi, quasi il doppio dei 5 che lui visse da bambino negli Anni ’30”. Qualche delusione in più, invece, per la Ferrari. Mentre altro grande interesse fu l’editoria, sebbene attraverso la Fiat, proprietaria al 100% del quotidiano La Stampa.

Il suicidio del figlio Edoardo

Una vita fatta però non solo di successi, ma anche di grandi dolori familiari. Fra questi il suicidio del figlio Edoardo e la morte prematura del nipote Giovannino, presidente della Piaggio e considerato il suo naturale successore, scomparso a causa di un cancro a soli 33 anni.

Juve: “Un faro ed esempio di stile, ci manca ogni giorno”

 “Sono passati 20 anni e sembra ieri. Il 24 gennaio 2003 ci lasciava Gianni Agnelli, e la sua storia immediatamente diventava leggenda. La leggenda di uno dei più grandi imprenditori che l’Italia abbia mai conosciuto, l’epopea di una delle personalità più poliedriche, affascinanti e rappresentative di un’intera nazione”. Così la Juventus sul sito ufficiale, ricorda Gianni Agnelli, scomparso vent’anni fa. “Per noi, però, l’Avvocato era – e sarà per sempre – qualche cosa di più, nei fatti e nei modi. Gianni Agnelli è stato un grande Presidente, una guida, un faro, un esempio di stile, un’idea di amore sempre rinnovato per la sua Juve. Agnelli amava le sorprese: al telefono, con giocatori e allenatori, al campo, quando si presentava quasi sempre senza preavviso. E anche le sue frasi, i suoi commenti, sempre intelligenti, arguti e freschi erano sempre qualcosa di nuovo, su cui sorridere, e molto spesso riflettere. Sono passati 20 anni, ma l’Avvocato ci manca ogni giorno”, aggiunge la Juventus.

“Con il suo amore verso la Juventus, Gianni Agnelli è stato un punto di riferimento. Un filo bianconero ha legato la sua esistenza. E tantissime sue frasi ancora oggi orientano i tifosi della Signora mostrando di cosa sia fatta la juventinità”, aggiunge il club che sui social pubblica una serie di frasi ‘celebri’. 

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