I manifestanti chiedono di sostituire l'opera russa 'Boris Godunov'

Protesta pro-Ucraina davanti a Palazzo Marino a poche ore dalla Prima della Scala con l’opera russa ‘Boris Godunov’: un gruppo di manifestanti chiede di “sostituire l’opera”.

“Questa manifestazione non è contro la cultura, ma contro la propaganda, di chi si serve dei messaggi degli artisti per strumentalizzarli”, dice uno dei manifestanti. Sui cartelli si legge, tra l’altro, “Solisti russi amici del carnefice Putin NO, patrimonio culturale russo SI” e “Ildar Abdrazakov è un solista del regime russo“, in riferimento al basso che sarà protagonista dell’opera.

Alla protesta in favore dell’Ucraina si è poi aggiunta quella dei centri sociali e dei sindacati. Lo slogan scelto dal centro sociale ‘Il Cantiere’ è stato “Contestiamo la Meloni e tutta la casta!“: si protesta per “Casa, reddito e diritti, people before profit“, come si legge sullo striscione in testa al corteo arrivato dalla Galleria. “We are unstoppable, another world is possible” (Siamo inarrestabili, un altro mondo è possibile), gridano i ragazzi. 

 

Presenti anche alcune sigle sindacali come Usb (Unione sindacale di base) e Adl Cobas in presidio contro il carovita. “Reddito, diritti e dignità“, si legge in una bandiera rossa che sventola attaccata a un gazebo a due passi dalle transenne, che bloccano l’ingresso alla piazza ai non autorizzati.

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