Il leader catalano era stato arrestato giovedì sera

L’ex presidente catalano Carles Puigdemont, sul quale pesa un mandato di cattura internazionale emesso dalla Corte Suprema spagnola, è stato arrestato ieri in Sardegna. Il leader della regione iberica era diretto ad Alghero, per partecipare a una serie di incontri.  La Corte d’appello di Sassari ha stabilito nel pomeriggio, però, di lasciare in libertà l’ex governatore catalano, ma gli impone di rimanere al momento in Sardegna. Lo riporta online il quotidiano spagnolo El Pais, citando fonti giudiziarie e fonti della formazione politica Junts. Diversi media spagnoli riportano che Puigdemont ha chiesto tramite la sua difesa di rinviare a domani il suo intervento davanti ai giudici.

La notizia, anticipata giovedì in tarda serata, era stata confermata da una nota stampa, diffusa sui social dello stesso Puigdemont.  “Il Presidente Puigdemont – si legge –  si è recato questo pomeriggio ad Alghero da Bruxelles per partecipare all’Adifolk International Gathering, la festa internazionale della cultura popolare catalana e per incontrare il Presidente della Regione Autonoma della Sardegna Christian Solinas e il Difensore civico catalano ad Alghero. Quando è arrivato all’aeroporto di Alghero è stato fermato dalla polizia di frontiera italiana. Domani sarà messo a disposizione dei giudici della Corte d’Appello di Sassari, competente a decidere sulla sua liberazione o estradizione”.

Avvocato Puigdemont: “Arresto si basa su ordinanza sospesa”

“Il presidente Puigdemont è stato arrestato al suo arrivo in Sardegna, dove si era recato come eurodeputato. Il fermo si basa sull’ordinanza europea del 14 ottobre 2019, che, per imperativo legale, secondo lo statuto della Corte di Giustizia Ue, è sospesa”, scrive su Twitter il legale del leader catalano, Gonzalo Boye. “La Spagna – spiega in un cinguettio successivo – ha informato il Tribunale, e ciò è affermato nella risoluzione del 30 luglio si afferma che nessun Paese dovrebbe eseguire un ordine di queste caratteristiche. Nella stessa delibera, il Vice Presidente del Tribunale dell’Unione Europea ha indicato che, ove necessario, sia richiesta una nuova misura cautelare”. 

 

 L’avvocato di Carles Puigdemont, Gonzalo Boye, ha assicurato – parlando con TV3 – che sia lui che Puigdemont sono “assolutamente tranquilli”. Secondo Boye, l’arresto di Puigdemont è da giorni “un’operazione preparata”, ma potrebbe “mettere a repentaglio” la cooperazione giudiziaria nell’Unione europea, perché la Spagna ha assicurato al Lussemburgo che l’ordine europeo è stato sospeso.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata