Di Maio: "Accertiamo l'accaduto per intervenire". Accuse verso la nonna: "Ha partecipato al rapimento"

Shmuel Peleg, il nonno del piccolo Eitan Biran, che lo ha rapito e portato in Israele, è indagato a Pavia per sequestro di persona aggravato. Si complica sempre di più la vicenda del bimbo di 6 anni, unico sopravvissuto alla tragedia del Mottarone, quando lo scorso 23 maggio una cabina della funivia precipitò nel vuoto causando la morte di 14 persone, tra cui il padre, la madre e il fratello di Eitan. Il bambino è ora conteso tra la famiglia materna, in Israele, e gli zii paterni, a Pavia, a cui era stato affidato.

“Dopo essere stato estromesso dagli atti e dalle udienze e preoccupato dalle condizioni di salute del nipotino, ha agito d’impulso”, hanno difeso il nonno i suoi avvocati Sevesi, Carsaniga, Polizzi. L’uomo sabato ha portato via da Pavia in Israele il nipote. “Siamo stanchi – ha sottolineato Sara Carsaniga – di attacchi ingiustificati e vogliamo rimettere ordine in una situazione in cui non esiste nessun nonno maltrattante: è una vicenda di 20 anni fa e la stessa nonna ha ridimensionato l’accaduto. Esiste solo un nonno stupendo e una famiglia stupenda a cui sono stati negati ‘rapporti significativi’, come richiesto dal giudice”. Quanto all’accaduto, l’avvocato ha spiegato che Peleg “è una persona splendida, non so cosa gli sia saltato in mente. Ora attendiamo i doverosi accertamenti della magistratura”. Ma dall’Italia arrivano nuove accuse: Etty Peleg, la nonna di Eitan, “era in Italia e ha preso parte al rapimento”, secondo Or Nirko, zio paterno del piccolo, intervistato dalla radio israeliana 103 Fm. Secondo lo zio, la donna “sostiene di essere tornata in Israele, così da non essere complice del rapimento”. Il suo legale, Caroleo Grimaldi, ha dichiarato di non avere informazioni in merito.

Sul caso è intervenuto il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio: “Stiamo accertando l’accaduto per poi intervenire”, ha detto nel corso di una visita a Sulmona. Mentre da Tel Aviv un portavoce del ministero degli Esteri israeliano ha riferito al Jerusalem Post che, seppur a conoscenza della situazione, il caso non coinvolge alcun aspetto diplomatico o politico e quindi non rientra nell’ambito delle attività del ministero. “Non escludiamo” la possibilità di ricorrere alla convenzione dell’Aja, ha detto l’avvocato Cristina Pagni, uno dei legali di Aya Biran, zia paterna e tutrice legale di Eitan. La legale ha aggiunto: “Non siamo in condizioni di fare dichiarazioni per una serie di motivi, ci serve ancora un po’ di tempo. Stiamo lavorando al caso”.

Sul fronte politico, il leader della Lega, Matteo Salvini, ha sottolineato: “Il ddl contro la sottrazione di minori numero 692, a firma Lega, è fermo dal 2018 in commissione Giustizia per l’opposizione del Pd. Ci sono troppi bambini sottratti a mamme, papà e parenti e portati all’estero con la forza e l’inganno. Mi chiedo se il caso Eitan farà cambiare idea alla sinistra”. Mentre il sindaco di Pavia, Mario Fabrizio Fracassi, ha lanciato un appello: “È una situazione molto delicata. Una cosa, però, sento la necessità di dirla: si metta l’interesse del piccolo davanti a ogni altra considerazione, si abbia la giusta sensibilità nei confronti dei suoi sentimenti”.

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