Gli attivisti chiedono la presenza di un medico e i rifornimenti

Allarme dagli attivisti No Tav rimasti sui tetti nella zona di San Didero, in Val Susa, dove da giorni si susseguono manifestazioni al cantiere dell’autoporto. “Dopo 7 giorni di resistenza sul tetto i compagni e le compagne sono rimaste senza cibo e acqua. Dopo che due compagne sono riuscite ad eludere le guardie e filo spinato, per dare un cambio e portare viveri, la polizia ha ormai circondato con torri faro l’ex autoporto e abbattutto gli alberi che potevano essere un rifugio sicuro per eventuali sortite notturne – scrivono su Facebook -. Ora la situazione è critica. In segno di protesta, all’impossibilità di ricevere rifornimenti, due compagni si sono incatenati ad una struttura di ferro sul tetto da cui non è prevista la possibilità di liberarsi autonomamente”.

Secondo quanto si apprende, sul posto è presente anche un legale, oltre ad alcuni amministratori locali. Le persone incatenate chiedono la presenza di un medico e di ricevere acqua e cibo, rifornimenti che sembrano non riuscire ad arrivare. Secondo quanto riportano alcuni attivisti, fanno sapere anche di non essere disposti a essere sgomberati con la forza. Si tratta di poche persone che sono rimaste nella zona presidiata dalle forze dell’ordine da quando sono state posizionate le transenne per allargare il cantiere dell’autoporto a San Didero una settimana fa. 

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