Monica Amore su Facebook pubblica l'elenco di testate del Gruppo Gedi insieme a disegni razzisti

 Il Gruppo Gedi raffigurato insieme a caricature antisemite da inizio XX secolo. Il post della consigliera comunale M5S di Torino Monica Amore solleva interrogativi pressanti prima che indignazione. E’ possibile? E’ possibile che un amministratore locale, eletto dai cittadini torinesi e con responsabilità pubbliche metta sul suo profilo Facebook un simile e inqualificabile post? E ancora, è una svista o una scelta?

Il post di Monica Amore su Facebook

La prima sarebbe una grave leggerezza sulla quale fare immediata ammenda, la seconda richiederebbe da parte del Movimento una netta presa di distanza e da parte del Comune una pubblica e ferma condanna.  “Interessante!” scrive la consigliera a commento di un elenco di testate del Gruppo Editoriale GEDI (tra le quali La Stampa di Torino), una sorta di manifesto in cui a lato spiccano due caricature di uomini con naso pronunciato, Kippah e ghigno beffardo, una delle due figure con un coltello insanguinato nascosto dietro la schiena: fotocopia delle caricature razziste drammaticamente note, con le quali a cavallo della fine dell’800 e anni venti del 900 venivano raffigurati gli ebrei. Un post social inqualificabile – lo ripetiamo – nella forma e nella sostanza, oltremodo inaccettabile da parte di chi siede nel Consiglio Comunale della città di Primo Levi.

Monica Amore, Consigliera Comunale al Comune di Torino (Fonte Facebook)

 

 Amore, campionessa di preferenze pentastellate alle ultime elezioni comunali del capoluogo piemontese, nella sue appassionate ed a volte controverse battaglie politiche contro ‘i poteri del mondo’ si è trovata in passato a tuonare in Sala Rossa “ogni azione prevede delle conseguenze”. Affermazione incontrovertibile, Consigliera.

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