‘Ndrangheta, 3 arresti e sequestro beni per 35 milioni a Modena

‘Ndrangheta, 3 arresti e sequestro beni per 35 milioni a Modena

Modena, 3 set. (LaPresse) – Tre arresti e beni sequestrati per 35 milioni: è il ritultato dell’operazione ‘Aemilia’, eseguita stamattina da oltre 100 carabinieri del comando provinciale di Modena e del raggruppamento operativo speciale, supportati dal comando provinciale di Reggio Emilia. Le accuse sono associazione di tipo mafioso, fittizia intestazione di beni, impiego di denaro e proventi illeciti, riciclaggio ed altri reati aggravati dalla finalità mafiosa.

Le indagini sono state coordinate dai sostituti procuratori Marco Mescolini e Beatrice Ronchi, sviluppate in prosecuzione dell’indagine ‘Aemilia’ che aveva già consentito di individuare e disarticolare l’organizzazione criminale di stampo ‘ndranghetista con epicentro a Reggio Emilia, collegata alla cosca Grande Aracri di Cutro, in provincia di Crotone. Già a quel tempo era stata evidenziata la capacità della cosca di infiltrarsi in vari settori dell’economia locale: il 28 gennaio scorso l’operazione aveva portato all’arresto di 117 persone su 224 indagati.

L’operazione, condotta nelle province di Reggio Emilia, Parma, Aosta, Bologna e Crotone, ha portato al sequestro di 16 società di capitali, 9 beni immobili, 16 autoveicoli e 21 tra rapporti bancari e finanziari. Le nuove indagini hanno ulteriormente confermato l’ingerenza nella gestione e controllo di attività imprenditoriali, formalmente intestate a prestanome, nonché l’accumulo illecito di significativi patrimoni personali. Proprio al termine delle indagini patrimoniali svolte nei confronti degli interessati, corroborate dalle risultanze emerse a seguito dei precedenti interventi, sono arrivate conferme alla gestione occulta di imprese, in parte già sottoposte a sequestro nell’ambito dei precedenti provvedimenti ed eseguiti nel contesto delle operazioni condotte il 16 ed il 22 luglio scorsi.

Attraverso l’analisi della documentazione contabile sequestrata, si è evidenziata la riconducibilità agli indagati di ogni processo decisionale interno alle aziende, per cui qualsiasi ordine relativo alle operazioni aziendali veniva vagliato e gestito dai reali dominus, dietro lo schermo di compiacenti prestanome.

Ciò ha consentito di ricondurre ai due fratelli fermati una serie di imprese attive nel settore dell’edilizia, quali il consorzio stabile Gecoval di aosta, la Sice srl, l’impresa Vertinelli srl, l’edilizia costruzioni generali s.R.L., queste ultime di montecchio emilia, la top service srl di parma e la Opera srl di Crotone.


Sono state inoltre trovati riscontri circa la riconducibilità agli indagati delle società Touch srl di Crotone, operante nel settore degli autotrasporti, la Tangenziale Nord Est sas, la Mille Fiori Service Srl e la Achilli & Schianchi snc, tutte con sede a Montecchio Emilia e attive nel settore della ristorazione e bar. Anche queste sono state sequestrate. Il valore complessivo dei beni sequestrati supera i 35 milioni di euro.

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