dal nostro inviato Ilaria Leccardi

Milano, 29 mag. (LaPresse) – Una grande vetrina per un Paese ricchissimo, soprattutto di petrolio, e per la prossima edizione dell’Esposizione universale, in programma nell’estate del 2017 ad Astana. È il padiglione del Kazakistan a Expo 2015. Una struttura che, dall’inaugurazione del sito milanese, sta ospitando più di quattromila visitatori al giorno, disposti anche ad attendere lunghe code per scoprire una realtà per molti misteriosa. Code che vengono allietate dai continui spettacoli di danza e musica che la delegazione kazaka mette in scena senza soluzione di continuità nel palco che sorge all’esterno dell’entrata.

La visita al padiglione è un alternarsi di spettacolo e scoperte. La si può effettuare solo in gruppo. Dalle 10 alle 21, un massimo 80 persone alla volta vengono fatte entrare nella hall in cui, spente le luci, inizia il racconto della storia dell’ex repubblica sovietica illustrata da un’artista che disegna sulla sabbia. Forme e sfumature che nascono e scompaiono nel giro di pochi secondi, accompagnate dalla narrazione di una voce fuori campo. Poi i visitatori vengono condotti nel vero e proprio spazio espositivo: un salone che si sviluppa attorno a sei ‘rotonde’ dedicate ai vari aspetti della cultura alimentare, agricola e naturale del Kazakistan. Dalle tecniche di agricoltura alla coltivazione delle mele, tra cui l’enorme Aport, capace di arrivare fino a un chilogrammo di peso. Passando dal latte di cavalla, quasi gasato e con un gusto pungente, il cui assaggio viene offerto a chi desidera provarlo, ai tulipani, di cui è possibile scoprire il profumo. Poi la storia del lago Aral, che da alcuni anni si sta consumando, sta scomparendo, e il dramma delle locuste che tutte le estati devastano le coltivazioni. Una piaga contro cui il Paese sta mettendo in campo anche i droni. Quindi il punto forse più curioso di tutta la struttura: una grande vasca che ospita gli storioni, pesci da cui tradizionalmente si estrae il miglior caviale. Gli esemplari presenti a Milano sono solo per esposizione e, garantiscono i responsabili del padiglione, non verranno né uccisi né utilizzati per dimostrazioni. La visita si conclude con un’esperienza in 3D nella sala cinematografica, dove si assiste a un filmato di alcuni minuti che conduce vicino alle principali attrazioni del Kazakistan e, ancora una volta, anticipa ciò che sarà Expo 2017, al cui inizio mancano poco più di 700 giorni.

Proprio su questo si sono concentrate molte delle forze messe in campo dalla delegazione kazaka a Milano. Il direttore del padiglione, Diyas Jubandykov, ci ha portati alla scoperta del plastico della sede espositiva di Astana 2017, allestito negli spazi del ristorante, al piano terra del padiglione. “I lavori di costruzione – spiega a LaPresse – sono già iniziati e pensiamo che sarà tutto finito per il 2016. Lo spazio espositivo sarà di circa 25 ettari, ma si arriva fino a 174 se si considera anche la parte residenziale. Ci aspettiamo la partecipazione di oltre 100 Paesi. Tutto quanto verrà costruito per Expo 2017 sarà riutilizzato in un secondo momento, a favore tra gli altri degli studenti dell’università. La costruzione dei singoli edifici è affidata agli organizzatori e i singoli Paesi affitteranno gli spazi, mentre quelli in via di sviluppo li avranno a disposizione gratuitamente”. Simbolo dell’Esposizione universale di Astana sarà il padiglione del Kazakistan, un’enorme sfera al centro del sito, la più grande del mondo. Tema dell’evento, che si aprirà il 10 giugno 2017, sarà ‘Future energy‘ (Energia futura), con grande attenzione dunque alle energie rinnovabili. “Il complesso – prosegue Jubandykov – sarà completamente alimentato da energie rinnovabili, grazie anche alla presenza di grandi pale eoliche, turbine e impianti solari. All’interno del complesso è prevista anche un’area per il riciclo dei rifiuti. In tutto il sito saranno utilizzate tecnologie verdi”. Grande curiosità dunque per un’edizione che arriverà in uno dei Paesi più ricchi e meno conosciuti alle porte dell’Europa. Un Paese che ha voglia di farsi conoscere e che a Milano è presente soprattutto per promuovere la propria capacità organizzativa.

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