Milano, 9 apr. (LaPresse) – Ergastolo e arresto ancor prima di lasciare il Tribunale. E’ arrivata la condanna più pesante per Pier Paolo brega Massone, ex primario di chirurgia toracica della Clinica Santa Rita di Milano, a cui i giudici della prima Corte d’Assise hanno inflitto anche a 3 anni di isolamento diurno. Il medico era accusato di omicidio volontario per la morte di quattro pazienti e una quarantina di casi di lesioni, oltre a truffa aggravata, falso e concorso in appropriazione indebita. Per lui, i pm Grazia Pradella e Tiziana Siciliano avevano chiesto l’ergastolo e l’isolamento diurno per 2 anni e 6 mesi. Il suo braccio destro Fabio Presicci, accusato di due omicidi volontari, è stato invece condannato a 30 anni e l’altro aiuto, Marco Pansera, accusato di un omicidio volontario, è stato condannato a 26 anni di carcere con le attenuanti generiche. I pm avevano chiesto rispettivamente l’ergastolo e una condanna a 18 anni. Riconosciuti anche risarcimenti a titolo di provvisionale per centinaia di migliaia di euro alla Regione Lombardia, ai pazienti e ai familiari delle vittime che si erano costituiti parte civile.
I giudici hanno anche condannato i due anestesisti, Giuseppe Sergio Di Terlizzi e Gianandrea Bona, che avevano addormentato tre dei pazienti morti dopo le operazioni, accusati di cooperazione in omicidio colposo, a un anno e sei mesi di reclusione. Accuse che si prescriveranno a giorni. Imputazioni analoghe per altre altri tre anestisisti sono già prescritte. Enza La Corte, un’infermiera accusata di favoreggiamento e concorso con Brega Massone in appropriazione indebita perché durante l’inchiesta avrebbe tentato di far sparire le cartelle cliniche del reparto dell’ex primario e con lui avrebbe sottratto materiale medico alla clinica, è sttaa condannata a un anno e 2 mesi.
Inflitti 2 anni e 3 mesi a Renato Scarponi, ex responsabile del reparto di Riabilitazione, accusato di truffa aggravata dal danno patrimoniale di rilevante entità e falso per aver falsificato documentazione per chiedere indebitamente rimborsi pubblici. Brega Massone, arrestato nel 2008, è stato già condannato in appello a 15 anni e mezzo di carcere per truffa e per un’ottantina di casi di lesioni. Il medico, scarcerato lo scorso dicembre per un errore procedurale, è stato riarrestato dalla guardia di finanza subito dopo la sentenza. “C’era la possibilità concreta che fuggisse”, hanno spiegato i pm. “Non è normale quello che è successo – si è sfogata la moglie del medico, Barbara Magnani – oggi tocca a mio marito, domani può toccare a un altro”. “A Milano hanno deciso di condannare mio marito all’ergastolo nel 2008 quando lo hanno arrestato – ha aggiunto – e lo hanno fatto”. Proprio in quel momento, per Brega Massone, scattavano nuovamente le manette.

