Praga (Repubblica Ceca), 8 ott. (LaPresse/AP) – La Corte suprema ha vietato alla multinazionale Anheuser-Busch InBev (Ab InBev) di utilizzare il marchio Budweiser in Italia, permettendo al tempo stesso all’azienda ceca Budejovicky Budvar di ritornare nel mercato italiano con la sua birra bionda Budweiser Budvar. Si tratta dell’ultima tappa nella lunga battaglia legale sul marchio Budweiser tra Budejovicky Budvar, di proprietà dello Stato, e Ab InBev, nata nel 2008 dalla fusione tra la società belga InBev e il colosso americano Anheuser-Busch.
Il direttore di Budvar, Jiri Bocek, ha definito la sentenza “una grande vittoria”, aggiungendo che la Corte ha definito l’uso del nome Budweiser da parte di Ab InBev come ingannevole e lo ha rimosso dal registro di marchi registrati. “Di conseguenza – ha detto Bocek – il nostro concorrente deve smettere di vendere la birra Budweiser in Italia”. Si tratta, ha affermato Bocek, della sentenza finale.
Il legale di Budvar in Italia, Stefano de Bosio, ha detto che il verdetto potrebbe diventare un precedente per simili dispute in futuro, dato che la Corte ha stabilito che i nomi tradizionali hanno il diritto alla stessa protezione degli attuali nomi ufficiali. Budvar, fondata nel 1895 nella città di Ceske Budejovice, all’epoca chiamata Budweis, sostiene che soltanto la birra preparata in questa regione della Repubblica Ceca possa essere chiamata Budweiser.
Le vendite dell’azienda in Italia erano diminuite dopo il 2002, quando a seguito di un’azione legale avviata da Anheuser-Busch la società fu costretta a vendere la sua birra con il nome Czechvar o Budejovicky Budvar. Nel 2001 l’Italia era il quinto mercato più grande per Budvar.

