Spariscono 100 milioni da imposte Comuni: arrestato ad Tributi Italia

Spariscono 100 milioni da imposte Comuni: arrestato ad Tributi Italia

Genova, 3 ott. (LaPresse) – Riscuotevano le imposte per oltre 400 Comuni e poi facevano sparire i soldi attraverso società di comodo. In questo modo hanno fatto sparire circa 100 milioni di euro, che non sono mai arrivati nelle casse pubbliche. La guardia di finanza ha arrestato nel genovese il titolare della Tributi Italia spa, Giuseppe Saggese, mentre altre quattro persone sono finite ai domiciliari, tutte con incarichi di amministrazione nella società. Altre quattro persone sono state denunciate a piede libero, accusate di peculato e reati fiscali. Sui conti personali di Saggese sono finiti circa 20 milioni di euro. Le fiamme gialle finora sono riuscite a sequestrare beni e denaro per circa 9 milioni di euro (tra beni mobili ed immobili, autoveicoli, titoli azionari, denaro depositato in conto corrente e oggetti di lusso), ma appare difficile, spiegano gli inquirenti, pensare di riuscire a trovare gli altri circa 90 milioni che mancano all’appello per rifondere i Comuni.

Nove perquisizioni sono state compiute in abitazioni e uffici tra provincia di Genova (nella zona del Tigullio), a Roma ed in provincia di Piacenza. I provvedimenti sono stati emessi dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Chiavari, Fabrizio Garofalo, su richiesta del procuratore della Repubblica Francesco Cozzi.

La società riscuoteva Ici, Tosap e altre imposte per Comuni di varie regioni. L’azienda, anziché riversare le imposte agli enti a cui spettavano, al netto dell’aggio di sua competenza, le tratteneva sui propri conti correnti, appropriandosene indebitamente. I fondi, poi, sparivano verso altre società che facevano capo al titolare dell’azienda, mascherate da consulenze o piani di riorganizzazione aziendale. Vari Comuni, vittime delle sottrazioni di fondi, avevano già revocato le concessioni per l’esazione tributaria e la società era entrata in stato d’insolvenza, venendo, conseguentemente, dichiarata fallita dal tribunale di Roma, dove ha la sede legale, e dove la competente procura procede per violazioni della legge fallimentare.

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