Il monitoraggio settimanale dell'Istituto superiore di Sanità registra un'incidenza media nazionale di 222 casi ogni 100mila abitant

Torna a salire la curva Covid, anche se resta sotto il valore di guardia l’Rt, a 0,75, e cala ancora la pressione sulle strutture ospedaliere. Il monitoraggio settimanale dell’Istituto superiore di Sanità registra un’incidenza media nazionale di 222 casi ogni 100mila abitanti, contro i 207 della rilevazione precedente.

“Si nota una lieve inversione di tendenza”, evidenzia il direttore della prevenzione al ministero della Salute, Gianni Rezza, che invita a “mantenere comportamenti ispirati alla prudenza e soprattutto completare il ciclo vaccinale”, ricordando l’importanza della quarta dose per le persone più anziane e fragili.

La situazione è in costante lento miglioramento anche sul fronte ospedaliero, dove si registrano 4.162 ricoveri in area medica(72 in meno rispetto a ieri) e 196 in terapia intensiva (uno in meno rispetto a ieri, con 24 nuovi ingressi). Su base settimanale scende il tasso di occupazione in terapia intensiva al 2%, rilevato al 9 giugno contro il 2,3% rilevato il 2 giugno. In aree mediche, a livello nazionale, la media è del 6,6%, contro il 7,1% della settimana precedente.

I numeri, con 21.554 nuovi contagi in 24 ore, non destano particolare preoccupazione, ma vanno tenuti sotto controllo e anche per questo, spiega Rezza, “è sempre bene continuare a monitorare la situazione, soprattutto ciò che avviene negli altri paesi europei”. In Italia arriveranno a breve ulteriori decisioni sul fronte mascherine: entro il 15 giugno verrà sciolto il nodo sull’obbligo di utilizzo sui mezzi di trasporto. Obbligo che rimarrà in vigore nelle strutture sanitarie, mentre si trasformerà in ‘raccomandazione’ per cinema, teatri, manifestazioni sportive e spettacoli al chiuso.

Infine, in riferimento agli esami di maturità, non è ancora escluso un intervento last minute dell’esecutivo che trasformi, anche per i maturandi, l’obbligo in raccomandazione. Sul punto, il dibattito è tutt’altro che chiuso e rischia di accrescere i dubbi tra i diretti interessati, tanto da far tuonare l’infettivologo Matteo Bassetti via social: “Con questo balletto ‘la levo e poi la metto’, le persone sono disorientate e confuse”.

© Copyright LaPresse - Riproduzione Riservata