19.666 contagi e 105 i decessi, secondo il bollettino del ministero della Salute

Sono ancora in calo l’incidenza dei casi e l’Rt. Il monitoraggio dell’Istituto superiore di Sanità restituisce un trend che si conferma in calo per la pandemia da covid. L’incidenza settimanale, a livello nazionale scende e si attesta a 261 casi ogni 100mila abitanti, contro i 375 del monitoraggio precedente. Anche l’Rt conferma la sua discesa: il valore medio calcolato sui casi sintomatici è pari a 0,86. L’indice di trasmissibilità basato sui casi con ricovero ospedaliero è al di sotto della soglia epidemica e stabile rispetto alla settimana precedente: il nuovo monitoraggio restituisce un Rt 0,83, a fronte dell’Rt 0,84 della settimana scorsa.

I nuovi casi di contagio registrati nelle ultime 24 ore, sono stati 19.666 e 105 i decessi, secondo il bollettino del ministero della Salute.

Il sottosegretario alla Salute Andrea Costa mette in guardia: “È possibile che a ottobre ci sia una recrudescenza del virus, ma oggi lo scenario rispetto a un anno fa è cambiato perché la gran pare dei cittadini ha una protezione derivante dal vaccino”. L’invito è quello di continuare sulla strada della “prudenza e senso di responsabilità e farci trovare pronti se ci fosse bisogno di un nuovo intervento sulla campagna vaccinale o altre misure e questo mi pare che i due anni di gestione del Covid ci abbiano dato quell’esperienza che ci permette di affrontare il futuro con una serenità maggiore”.

C’è un obiettivo che, spiega Costa, “non ci possiamo permettere di fallire: iniziare il prossimo anno scolastico, non solo in presenza, ma anche senza mascherine”. Dal suo punto di vista, a poche settimane dalla fine del secondo anno di scuola dell’epoca covid, “ci sono le condizioni per togliere le mascherine durante le attività didattiche ma è un governo con sensibilità diverse”.

“Dato il miglioramento della situazione epidemiologica per passare un’estate tranquilla è comunque bene proteggere soprattutto le persone più anziane e più fragili con una dose di richiamo, cioè la quarta dose di vaccino”, evidenzia Giovanni Rezza, direttore generale Prevenzione del ministero della Salute.

Dati in calo anche sul fronte delle ospedalizzazioni. È sempre il monitoraggio a restituire la fotografia delle diminuzioni: il tasso di occupazione in terapia intensiva scende al 2,6%, (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 26 maggio) contro il 3,1% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 19 maggio). Il tasso di occupazione in aree mediche a livello nazionale scende al 9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 26 maggio) contro il 10,9% (rilevazione giornaliera Ministero della Salute al 19 maggio).

Numeri incoraggianti, nonostante ci siano, secondo i dati Agenas, 6 regioni sopra la soglia critica del 15% dell’occupazione dei reparti ordinari. Si tratta di Umbria (20%), Valle d’Aosta (18%), Abruzzo (17%), Calabria (17%), Sicilia (15%), Basilicata (15%).

Per quanto riguarda invece le terapie intensive, nessuna Regione supera la soglia critica del 10%. Il dati più alti sono quelli del Molise e della Valle d’Aosta, all’8%.

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