Covid: scende la curva ma superati i 150mila morti

Covid: scende la curva ma superati i 150mila morti
Ultimo giorno con le mascherine all’aperto

Si pensa a un alleggerimento delle restrizioni a partire da marzo

Con quasi il 30% in meno di nuovi casi settimanali di Covid-19, la curva dei contagi continua a scendere e si pensa a un alleggerimento delle restrizioni a partire da marzo. Si va verso un allentamento dell’obbligo di Green Pass a partire dai luoghi all’aperto e, sulle capienze, il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa, arriva a ipotizzare che il campionato di calcio finirà con gli stadi pieni. “I dati ogni giorno ci dicono che fortunatamente c’è un calo dei contagi, dei ricoveri e tutti gli indicatori. Le vaccinazioni stanno proseguendo, è ragionevole pensare che lo stato d’emergenza non verrà rinnovato”, spiega Costa. Anche la scelta di togliere le mascherine all’aperto, osserva, “va in questa direzione”.

Intanto, però, l’Italia supera la soglia tragica dei 150mila morti accertate dall’inizio della pandemia. E’ il colpo di coda del virus, tenuto a bada in questo terzo inverno di pandemia grazie a una delle campagne di vaccinazione più riuscite d’Europa, che però, subisce una prima battuta d’arresto. Nonostante l’obbligo per gli over 50, in questa fascia d’età c’è una discesa del numero di persone che si vaccinano per la prima volta, il 40% in meno rispetto alla settimana precedente. E nella fascia pediatrica 5-11 anni solo un terzo della popolazione ha fatto la prima dose. “Questi dati sono il nostro tallone d’Achille”, ammette il presidente della Fondazione Gimbe, Nino Cartabellotta. I morti sono tantissimi, “nel nostro Paese c’è sicuramente una situazione particolare”, interviene Walter Ricciardi, consigliere del ministero della Salute. I motivi, sostiene, “sono sicuramente legati a un Paese anziano dal punto di vista demografico. E poi da sempre, i vecchi italiani sono più fragili e vulnerabili rispetto agli altri”.

Nelle ultime 24 ore sono 75.861 i nuovi casi di contagio registrati in Italia e 325 i decessi, che portano il numero dei morti a superare i 150mila. Con 683.715 tamponi, il tasso di positività resta stabile all’11,1%. Prosegue il calo di terapie intensive e i ricoveri ordinari.

Quanto ai vaccini, il Novavax è in arrivo per il 24 febbraio, fa sapere il direttore generale di Aifa, Nicola Magrini: “E’ un vaccino proteico, come quelli antinfluenzali. Sarà una piccola integrazione rispetto a quello a mRna in uso attualmente”. Per il direttore dell’Agenzia del Farmaco, non ci sarà bisogno di una quarta dose, ma di “un richiamo che auspichiamo annuale”. L’efficacia dei sieri è andata anche meglio del previsto: “Il dato degli studi era stato del 95% ed è stato confermato nel primo trimestre di utilizzo reale”, afferma.

Cartabellotta, invita però a tenere alta la guardia: “Siamo nella fase discendente della quarta ondata ma la riduzione della circolazione del virus è sovrastimata da una minore attività di testing, il calo della pressione sugli ospedali è lento e spesso irregolare e la curva dei decessi ancora non accenna a scendere”. I dati legittimano un “cauto ottimismo” sul graduale allentamento delle misure, afferma, solo “a fronte di elevate coperture vaccinali, booster incluso, e dell’arrivo della primavera”.

Dire che la fine della pandemia sia “imminente”, avverte Cartabellotta, è una “distorsione della realtà molto pericolosa perché eccesso di ottimismo e disinformazione rischiano di legittimare decisioni azzardate e rischiose, come la decadenza dell’obbligo di mascherina negli ambienti chiusi”, ipotesi che, tuona, “in questo momento mi sembrerebbe una follia”.

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