Locatelli: "Situazione sotto controllo"

Una situazione “affatto fuori controllo”. Il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, infonde fiducia sul quadro epidemiologico dell’Italia. “La circolazione virale nel Paese resta fra le più basse in Europa e l’impatto sugli ospedali è ancora largamente contenuto”, spiega, mettendo comunque in luce che occorre fare “attenzione” all’aumento dei contagi. E anche sotto questo punto di vista le notizie sono confortevoli. I numeri odierni, 2.834 casi e 41 decessi, sono inferiori rispetto a quelli fatti registrare lo scorso martedì, anche se il dato è parzialmente inficiato dalla festività di Ognissanti. La crescita del contagio comunque resta contenuta con un tasso di positività dell’ 1,2% (-0,7% rispetto al giorno precedente). Si registra invece un incremento di 129 unità nei ricoveri in area medica e di 21 nelle terapie intensive con 34 ingressi giornalieri. Anche questo parametro però, vista la festività, è da valutare con cautela.

Le ragioni che permettono all’Italia di rimanere fra i paesi più virtuosi sono “l’elevata adesione alla campagna vaccinale e al mantenimento di una serie di misure di protezione come le mascherine e il distanziamento”, spiega ancora Locatelli. La situazione però non è uguale ovunque. Oltre a Trieste, teatro principale delle manifestazioni contro il Green pass, anche l’Alto Adige, dove i vaccinati sono sotto la media nazionale, fa registrare un aumento consistente dei contagi. “I dati relativi all’andamento del virus stanno peggiorando e presto potremmo trovarci nelle condizioni dell’Austria dove già si parla di maggiori restrizioni”, ammonisce Arno Kompatscher presidente della Provincia autonoma di Bolzano.

Per quanto riguarda la proroga del Green pass e dello stato di emergenza la questione non è ancora sul tavolo del governo ma la scelta appare scontata. “E’ presto per fare previsioni in tal senso”, dice il sottosegretario alla Salute, Andrea Costa. L’obiettivo resta comunque quello di arrivare al 90% dei vaccinati e chi non si immunizza “è corresponsabile del prolungamento delle misure restrittive”, prosegue. E se lo zoccolo duro dei non vaccinati sembra difficile da scalfire per chi ha deciso di affidarsi la scorsa primavera al monodose Johnson&Jonhson è in arrivo la seconda iniezione. Il richiamo sarà eterologo, quindi effettuato con Pfizer o con Moderna. La decisione è presa mentre gli approfondimenti ancora in corso riguardano l’arco temporale nel quale somministrarla.

Sul capitolo terza dose infine si prosegue con anziani, personale sanitario e fragili ma nei prossimi mesi è ragionevole pensare ad una estensione della platea. Il ‘booster’ “ha vari scopi – argomenta Locatelli – il primo, e più importante, è ripristinare il massimo della protezione ai fragili e agli anziani e poi senza dubbio serve anche ad alzare l’efficacia in termini di protezione dal rischio di contagio”. E le ricostruzioni che vorrebbero la terza dose spinta dalle case farmaceutiche, conclude il coordinatore del Cts, sono semplicemente “fantasiose”.

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