Precedenza agli immunodepressi e agli Over 80. Richiami con Pfizer o Moderna

La terza dose di vaccino si farà: dall’Aifa è arrivato il via libera alla somministrazione, a partire dai pazienti più fragili. In un giorno in cui si registrano altre 59 vittime legate al Covid in Italia, con 5.522 nuovi casi in 24 ore, dati positivi arrivano sul fronte della pressione sugli ospedali: è in calo sia nelle terapie intensive (-6) che nei reparti ordinari (-5). Una frenata che va avanti ormai da alcuni giorni, come certificato anche dalla Fondazione Gimbe, che però lancia un nuovo allarme sul fronte vaccinazioni: 4,1 milioni di over 50 non hanno ancora completato il ciclo vaccinale, 3,1 milioni non hanno addirittura ancora ricevuto nemmeno una dose. Un vulnus nella lotta al coronavirus, che passa proprio dal vaccino e che a breve porterà alla somministrazione di una terza dose ai pazienti più esposti. È infatti arrivato, come confermato dal ministro della Salute Roberto Speranza in serata, il parere dell’Aifa dove viene dato il via libera. Si partirà dai pazienti immunodepressi, forse già alla fine di settembre, per una platea di circa 3 milioni di persone. Tutti i richiami verranno effettuati con vaccini a mRna, quindi Pfizer e Moderna, e dopo gli immunodepressi toccherà agli ospiti della Rsa e agli anziani, presumibilmente sopra gli 80 anni.

“Per la terza dose siamo pronti: le dosi ci sono e ne abbiamo abbastanza per fronteggiare questo richiamo”, ha sottolineato il commissario straordinario all’emergenza Covid-19, il generale Francesco Paolo Figliuolo, a margine di una visita all’ospedale di Piacenza. “A livello tecnico stiamo mettendo a punto gli ultimi dettagli sui sistemi informatici, poi daremo le indicazioni a Regioni e Province autonome. Stiamo aspettando la circolare che emanerà la direzione generale della Prevenzione del ministero della Salute, a seguito delle indicazioni del Comitato tecnico-scientifico”.

Figliuolo ha voluto ancora rimarcare che “il vaccino è uno degli strumenti fondamentali per uscire da questa pandemia, per far sì che si esca dalla crisi sociale, che i nostri giovani, specialmente i più piccoli, possano andare a scuola in presenza. Alle persone esitanti va il mio appello accorato di andare a farsi vaccinare. Spero che la forza della ragione convinca tutti”. Sui no vax ha commentato: “Il dissenso è una forma di pensiero e va accettato quando è manifestato in maniera civile. Io sono per far sì che le cose vengano fatte con il convincimento e con la civiltà, che è propria di un Paese che affonda le sue radici in una storia millenaria”.

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