L'esortazione è contenuta nella lettera a tutti i Vescovi all’inizio del nuovo anno pastorale

I Vescovi dovranno invitare i fedeli e gli operatori delle parrocchie a sottoporsi al vaccino contro il Covid-19. E’ la richiesta fatta dalla Cei che inviato una lettera a tutti i Vescovi all’inizio del nuovo anno pastorale. “Le Conferenze Episcopali Regionali e ciascun Vescovo, sentiti i Consigli di partecipazione, possono formulare messaggi o esortazioni per invitare alla vaccinazione tutti i fedeli e, in particolar modo, gli operatori pastorali coinvolti nelle attività caratterizzate da un maggiore rischio di contagio” come la catechesi o il coro. Questo il testo della lettera. 

Nella lettera, la Conferenza Episcopale cita le parole di Papa Francesco nel videomessaggio ai popoli dell’America Latina del 18 agosto 2021, quando ricordò che “vaccinarsi, con vaccini autorizzati dalle autorità competenti, è un atto di amore. E contribuire a far sì che la maggior parte della gente si vaccini è un atto di amore. Amore per sé stessi, amore per familiari e amici, amore per tutti i popoli”, scrive la Cei, ricordando anche le dichiarazioni del Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella (“il vaccino è lo strumento più efficace di cui disponiamo per difenderci e per tutelare i più deboli e i più esposti a gravi pericoli).

“L’appello del Papa, tuttavia, interpella le coscienze di tutti e, soprattutto, di chi è impegnato nell’azione pastorale delle nostre comunità. Siamo, dunque, chiamati a rispondere per primi a ‘un atto di amore’ per noi stessi e per le comunità che ci sono affidate”, prosegue ancora la lettera.

La Cei inoltre ricorda come “nel tempo della pandemia, proprio nei periodi più bui, abbiamo scoperto che l’essenziale è proprio la relazione: tra operatori pastorali, con i ragazzi e le loro famiglie, con le persone sole”.

“Anche se le attività pastorali sono ancora condizionate dalle giuste e dovute attenzioni per contenere il rischio di contagio dal virus, la campagna vaccinale – tuttora in corso nel Paese – permette di far tornare all’ordinario quanto finora previsto come straordinario o emergenziale”, sottolinea la Conferenza Episcopale nella missiva sottolineando che “dove ricorrono le condizioni di sicurezza” “è importante non far mancare ai fedeli quei gesti di preghiera, partecipazione e speranza che testimoniano la vicinanza della Chiesa in questo tempo così particolare”, a partire dalla trasmissione in streaming della Messa che però “non è da ritenere una soluzione, e neanche un’alternativa in tempo di non emergenza”.

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