Italiani pronti a partire ma 8 su 10 restano in Italia

Nove milioni di italiani sono pronti e partire: 8 su 10 resteranno in Italia. Con la stagione estiva alle porte e alla vigilia dell’apertura degli stabilimenti balneari, si inizia a pensare ai luoghi dove poter trascorrere le vacanze. I dati del sondaggio di Confturismo-Confcommercio con Swg, condotto tra il 5 e il 7 maggio, fotografano la ‘voglia di vacanza’. Ma se 9 milioni di italiani ha già deciso, scegliendo la propria meta, ci sono “16 milioni, tra chi ancora deve decidere e chi sa già che dovrà rinunciare, che mancano all’appello rispetto ai tempi pre-covid”.

L’80% resterà in Italia privilegiando mete balneari, ad esempio Puglia e Sardegna, ma anche territori dall’offerta più complessa, come la Toscana. Ma nonostante le riaperture degli stabilimenti, in programma oggi, Assobalneari mette in guardia: “La stagione estiva è già compromessa“. Pesano le incertezze e la mancanza di regole chiare: “Come si può pensare di riaprire se non c’è una programmazione?”. L’intero comparto è formato da 30mila imprese che danno lavoro a 300mila persone, ma se il discorso si allarga anche all’indotto, i numeri dell’occupazione supera il milione di unità. “Lo scorso anno abbiamo avuto perdite di fatturato per oltre il 70% – dice Luca Maimone, vicepresidente di Assobalneari – Quest’anno navighiamo a vista. Non chiediamo ristori o sostegni, ma certezze per poter lavorare”. Maimone evidenzia che “di sicuro qualcuno riuscirà anche a riaprire, ma la stagione è purtroppo già compromessa” e non è “un problema legato solo alle regole per il distanziamento tra ombrellini, sdraio e lettini, ma anche alle attività collaterali”. “Penso alla ristorazione, alla possibilità di organizzare serate, aperitivi – sottolinea – Mancano delle linee guida chiare, che è quello che chiediamo da tempo a istituzioni nazionali ed enti locali: servono regole certe, in assenza delle quali non possiamo fare alcuna programmazione”.

Per Unimpresa, il Governo “sta sottovalutando il turismo che, in Italia, rappresenta una voce importantissima della nostra economia: nel 2018 e nel 2019 il fatturato si è attestato rispettivamente a 41 miliardi di euro e a 44 miliardi di euro, mentre l’anno scorso, già a causa della pandemia da Covid, gli incassi complessivi sono crollati a 17miliardi di euro, facendo perdere quasi 27miliardi di euro alle nostre aziende”. “Il governo – prosegue – dimostra troppa incertezza con il nuovo decreto sostegni, siamo già fuori tempo massimo: occorre immediatamente definire un quadro di aperture chiare e, contemporaneamente, serve un piano di aiuti certi per gli operatori economici, in particolare per tutti quelli coinvolti con l’imminente stagione turistica”.

Nel frattempo, nel prossimo weekend, dal 21 al 23 maggio, partirà la vaccinazione a tappeto nelle isole del Giglio e di Giannutri, in provincia di Grosseto.

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