'Rapporto Italia' sugli effetti della pandemia: "Italiani sempre più fragili. più di un quarto dallo psicologo"

Italiani sempre più fragili. Nel 2020, durante la pandemia, il consumo di ansiolitici e antipsicotici è aumentato non di poco. Ormai ne fa uso quasi un italiano su 5, se si considerano anche gli antidepressivi, gli stabilizzatori dell’umore. Ansiolitici e tranquillanti sono i più diffusi. Parallelamente cresce, in termini di consensi, il Sistema sanitario nazionale: dal 65,4% del 2020 al 71,5% del 2021.

E’ il quadro che emerge dal 33esimo Rapporto Italia di Eurispes, che registra anche una quota rilevante di cittadini che si è rivolta a uno psicologo: più di un quarto del campione (27,2%). A uno psichiatra si è rivolto il 5,6% degli intervistati, in un percorso che solitamente si avvale anche di una terapia farmacologica di supporto. La pratica meno diffusa è l’ipnosi, sperimentata nel 3,5% dei casi.

Sulla crisi economica, rispetto al passato sono diminuite le famiglie che devono utilizzare i risparmi per arrivare a fine mese, aumentate quelle che dichiarano di arrivarci senza grandi difficoltà e di riuscire a risparmiare. Sembrerebbero tutti segnali positivi, se non ci fosse la tendenza opposta sull’incremento di famiglie che hanno difficoltà a pagare la rata del mutuo (38,2%) e l’affitto (47,7%). Crescono di poco le percentuali di quanti faticano a pagare le spese mediche (24,1%; +1,8%) e a pagare le utenze domestiche (27%; +1,1%).

Quasi il 30% degli italiani (il 28,5%) afferma di essere dovuto ricorrere al sostegno economico della famiglia di origine nell’ultimo anno, ma solo il 14,8% ha chiesto aiuto ad amici, colleghi o altri parenti. Il 15,1% ha fatto richiesta di un prestito bancario e quasi il doppio ha utilizzato le rate per fare acquisti (28,7%).

A cosa rinuncia chi è in difficoltà economica? All’istruzione privata per i figli il 41,1% e nelle situazioni familiari in cui c’era la necessità di una badante ne ha fatto a meno un italiano su tre (33,4%), mentre in poco più di un caso su cinque sono state rimandate le visite mediche specialistiche (22,4%). Per quanto riguarda i consumi, gli italiani hanno rinunciato più spesso all’acquisto di una nuova automobile (37,3%), ma anche alle spese sulla casa.

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